«Non possiamo restare senza gli uffici postali»
Il territorio comunale perderà in un solo colpo gli uffici postali di Correzzo e San Pietro in Valle. Lo ha deciso nei giorni scorsi Poste Italiane comunicando la scelta al comune. Una prospettiva, questa, che il sindaco Andrea Vecchini non intende accettare perché creerebbe disservizi alla popolazione. La decisione di sopprimere ben due sportelli lasciando intatti quelli di Roncanova e Maccacari trova la contrarietà del Comune, deciso a intraprendere ogni iniziativa politica per impedire lo smantellamento degli uffici postali della piccola frazione di San Pietro in Valle ma anche della popolosa Correzzo. «Ho deciso», spiega Vecchini, «di scrivere a Poste Italiane, al Presidente della Regione Luca Zaia e della Provincia Antonio Pastorello, al prefetto Perla Stancari, al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, al Codacons e all’ Unione consumatori. Voglio evidenziare che la decisione di Poste Italiane è stata presa senza confronto con l’ amministrazione e i cittadini e quindi senza verificare quelli che sono i problemi e le esigenze del territorio. È paradossale che la scelta di chiudere gli uffici sia stata fatta basandosi su una delibera del consiglio comunale che invece sembra indicare il contrario». Il sindaco è preoccupato per i disagi sulla popolazione del proprio comune, composta principalmente da anziani. «La configurazione territoriale di Gazzo», aggiunge Vecchini, «è caratterizzata da un territorio rurale, isolato, con anziani spesso in situazioni di difficoltà di movimento e senza possibilità di usufruire di auto. In particolar modo, la frazione di San Pietro in Valle con una popolazione di 650 abitanti circa, ha quasi il 40 per cento di ultra 65enni; inoltre l’ ufficio postale lì ubicato serve anche le utenze di altre frazioni e comuni: Nogara, Villimpenta, Sustinente». «Si sottolinea infine», prosegue il primo cittadino, «che far convergere le utenze degli uffici postali di Correzzo e San Pietro in Valle nell’ ufficio più vicino, a Roncanova, distante almeno cinque chilometri, potrebbe dar luogo a problemi di sicurezza urbana e stradale, in quanto sprovvisto di sufficienti parcheggi e inoltre prospiciente alla statale 12, già interessata da grandi volumi di traffico». Concentrare l’ utenza sui due sportelli ancora aperti significherebbe creare lunghe code, come già si verifica a Nogara o in altri comuni limitrofi. I locali quindi dovrebbero essere adeguati sia per le sale di attesa che per numero di operatori agli sportelli. La giunta di Gazzo ha ricevuto l’ appoggio dei sindaci di Nogara, Luciano Mirandola e di Cerea, Paolo Marconcini. Sono molti i nogaresi che preferiscono utilizzare gli sportelli di Correzzo e San Pietro in Valle per evitare le code di via San Francesco.
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