17 Febbraio 2015

Corte dei conti: troppi esposti politici

Corte dei conti: troppi esposti politici

Sembra ormai diventata una moda quella di presentare alla magistratura contabile denunce per questioni più propriamente politiche. Dalle trascrizioni dei matrimoni gay del sindaco di Roma Ignazio Marino al presunto pagamento di un riscatto ai sequestratori delle due giovani cooperanti rapite in Siria Vanessa Marzullo e Greta Ramelli. Nell’ ultimo anno la procura regionale della Corte dei conti per il Lazio è stata letteralmente subissata di esposti da parte di esponenti politici, partiti e associazioni di consumatori. Ogni volta viene paventato un pregiudizio per l’ erario di cui si sarebbero resi responsabili Governo, ministri, sindaci, giunte comunali o leader politici. “Anche se in alcuni casi è ipotizzabile un danno – spiega il procuratore capo della Corte dei conti del Lazio Raffaele De Dominicis – si tratta per lo più di materie al limite con le scelte politiche su cui la magistratura contabile ha difficoltà a intervenire”. È stata la Corte di Cassazione a mettere dei paletti alla giurisdizione della Corte dei conti, tacciandola di “pancontabilismo”, cioè di voler fare i conti su tutto, “mettere il becco” su questioni che non le competono. Molte sentenze della Corte dei conti in materia politica sono state annullate dalla Cassazione proprio con questa motivazione. Senza considerare le oggettive difficoltà causate dalla forte riduzione degli organici con cui si sono trovati a fare i conti (è proprio il caso di dirlo) i pm contabili. Nonostante ciò, l’ ufficio della Procura coordinato da De Dominicis è riuscito a ottenere risultati eccezionali, che verranno illustrati domani durante l’ inaugurazione dell’ anno giudiziario della sezione regionale del Lazio. Negli ultimi mesi c’ è stato un proliferare di esposti di carattere politico arrivati in questi uffici. Il 13 novembre il Movimento 5 stelle ne ha presentato uno sull’ utilizzo da parte del ministro della Difesa Roberta Pinotti del volo Falcon 50 dell’ Aeronautica militare, il 5 settembre scorso, per tornare da Roma a Genova, dove risiede. “Abbiamo già fatto un’ interrogazione parlamentare per sapere di preciso la natura di quel volo e se effettivamente è stato creato solamente per riaccompagnare il ministro a casa sua”, aveva spiegato il deputato pentastellato Luca Frusone. Un esposto analogo sulle vacanze in montagna di Renzi, con volo annesso, è stato annunciato dai Cinque Stelle. Il 19 gennaio è stata l’ associazione dei consumatori Codacons a rivolgersi alla magistratura contabile per far luce su come sia stata gestita la liberazione di Vanessa e Greta “poiché dietro la stessa potrebbero celarsi possibili responsabilità e illeciti fonte di danno erariale”. “L’ associazione manifesta grande soddisfazione per l’ avvenuta liberazione delle due ragazze italiane – si legge nell’ esposto – ma ritiene al contempo necessario e doveroso che venga accertato se una qualunque fonte di finanziamento pubblico sia stato investito per riportarle a casa e, in caso affermativo, di che importo si tratta”. Nella stessa giornata in cui il legale del Codacons si è recato alla Corte, i consiglieri capitolini di Ncd hanno annunciato di voleri rivolgere alla procura contabile per denunciare la decisione del sindaco Ignazio Marino di voler trascrivere le nozze gay contratte all’ estero nonostante il “no” del Viminale. Roberto Cantiani e Lavinia Mennuni, rispettivamente capogruppo e consigliere Ncd, hanno spiegato che: “La trascrizione dei matrimoni gay non è un servizio pubblico dovuto ai cittadini dalle norme vigenti nel nostro ordinamento, pertanto l’ utilizzo del personale comunale e i relativi oneri sono spese a danno dell’ erario pubblico”. Secondo gli esponente Ncd, quanto accaduto lo scorso 18 ottobre, quando Marino ha trascritto 16 matrimoni omosessuali, “oltre a essere un episodio contra legem, rappresenta quindi anche un esborso di soldi pubblici non giustificabile”. L’ ultimo in ordine di arrivo è l’ esposto presentato il 10 febbraio dai sindacati di categoria sulla “scelta oscura” del sindaco Marino e dell’ assessore al Bilancio Silvia Scozzese di liquidare Assicurazioni di Roma, società partecipata dal Comune, Atac e Ama. “Non si delinea alcuna possibilità di trarre un corrispondente economico dalla liquidazione – si legge nella denuncia – mentre appare certo il costo che tale eventualità causerebbe ai soci”. Addirittura in questo caso il danno si deve ancora realizzare.
valeria di corrado

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