“Dalla Nuvola al Palatino così Roma è diventata cimitero delle incompiute”
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fonte:
- la Repubblica
LORENZO D’ ALBERGO «ROMAè il cimitero delle opere incompiute». Una città in cui «dietro la farraginosità dei procedimenti amministrativi si trova l’ acqua di coltura per illiceità di ogni tipo». Così, ieri mattina, nel corso dell’ inaugurazione dell’ anno giudiziario della Corte dei conti del Lazio, il procuratore regionale Raffaele De Dominicis ha descritto la capitale. Una fotografia che trova conferma nell’ elenco dei fascicoli aperti nel 2014 dai pm contabili. Si parte dalla Nuvola e dai presunti compensi gonfiati percepiti dal suo progettista, Massimiliano Fuksas. Si passa per il Luneur e si approda all’ Acquario del Mediterraneo: la procura vuole vederci chiaro sulla durata dei lavori e sul danno causato alla collettività, privata per anni di parte del parco del laghetto dell’ Eur. Non solo l’ Eur, però. Non solo le archistar. Ogni angolo della capitale sembra essere affetto da sprechi ed esempi di mala gestio. Basti pensare al Circo Massimo: tra concerti e maratone sono sei i fascicoli aperti dalla procura contabile per «l’ irregolare concessione» del monumento incastonato tra il Palatino e l’ Aventino. Si va dal caso dei Rolling Stones all’ Europride del 2011, quello di Lady Gaga, passando per la 20esima edizione della maratona di Roma, la Komen race for the cure, la manifestazione per i 150 anni di Poste Italiane e l’ Earth day. Restando in centro, ecco l’ indagine sulle tangenti che i clan camorristici avrebbero versato a funzionari pubblici per l’ apertura di intere catene di pizzerie. Ancora: il caso del teatro Valle. Occupato, certo, ma con acqua e luce a carico del Campidoglio. Non ci si può distrarre neanche gustandosi il panorama dal Pincio: i pm vogliono far luce sul presunto lassismo del Comuneinmeritoall’ installazione di un punto ristoro in piazzale Napoleone. La sentenza del Tar che imponeva l’ apertura c’ è, ma non è stata eseguita. Una vicenda che fa il paio con l’ indagine sul decoro dei giardini storici di Roma partita dopo la denuncia del Codacons. E nei palazzi del potere? La Corte dei conti si occupa dello scandalo dei municipi e delle mazzette per sbloccare le concessioni edilizie al dipartimento dell’ urbanistica. Sospetto danno erariale anche per quanto riguarda il «mancato introito » da parte del Comune di multe e contravvenzioni. Galassia partecipate: in questo caso si va dall’ emissione delle “bollette pazze” di Acea al caso del nodo di scambio Anagnina, 1.800 metri quadrati di proprietà di Atac ma occupati da un’ associazione sportiva. All’ appello non manca neanche il deputato Pd Marco Di Stefano, la laurea che avrebbe comprato in cambio di una consulenza al docente di un’ università telematica e mazzette per un totale di 2 milioni per affari immobiliari più che opachi. Sono invece 2.500 le imprese con sede legale fittizia iscritte nel fascicolo etichettato “Camera di commercio di Roma”. Infine, al vaglio della Corte anche i decreti prefettizi per la locazione degli immobili del Fondo edifici di culto. Allontanandosi dal tridente, se possibile, i possibili danni all’ erario si gonfiano. Ecco, allora, i fascicoli sulla gestione dei rifiuti a Malagrotta e gli appartamenti a Ostia di Angiola Armellini, erede della celebre famiglia di imprenditori romani. Per anni ha affittato 1.042 case al Comune, che avrebbe pagato più del dovuto. Ma la vera perla della Corte dei conti potrebbe essere l’ affaire Fiumicino: i pm stanno lavorando su «presunte illegittimità » nel raddoppio dell’ aeroporto Leonardo da Vinci. «Un business da 20 miliardi», si legge nella relazione del procuratore regionale. Faro sulla sanità. Da determinare il danno causato al pubblico erario dalla morte di una paziente in seguito a una trasfusione all’ Umberto I. Nello stesso ospedale tiene banco il traffico di farmaci e cocaina da oltre un milione di euro scoperto dalla squadra mobile. Allo Spallanzani, invece, sono al vaglio i possibili errori dei camici bianchi che lo scorso settembre avrebbero causato la morte di un 26enne affetto da mononucleosi. Chiusura con quello che la procura definisce un vero e proprio «scandalo»: l’ assistenza e i ricambi dei suv per i soccorsi del 118 sarebbero costati più delle auto stesse. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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