La battuta sul bambino in sovrappreso «Siani è un razzista»
Al festival di Sanremo «un colpo di tosse diventa broncopolmonite»: ha provato a smorzare la polemica Alessandro Siani, scivolato sulla gaffe su un bambino sovrappeso seduto in prima fila («Ce la fai a entrare nella poltrona?»). Ma il vespaio montato subito sul web è diventato un caso politico: Renato Brunetta bolla l’ attore come «razzista», Adriana Poli Bortone scrive alla commissione di Vigilanza Rai, il Codacons chiede sanzioni, l’ Osservatorio sui diritti dei minori arriva a invocare le dimissioni dei vertici aziendali. Frena il dg Luigi Gubitosi: «Non credo che Siani volesse offendere nessuno. Direi godiamoci Sanremo: bisogna imparare anche a rilassarsi e ad apprezzare la satira». Dopo l’ ondata di proteste che si è subito propagata su Twitter, ieri il commento più feroce è arrivato da Brunetta, anche lui finito nel mirino di Siani, che ha ironizzato sull’ altezza del deputato azzurro parlando di un’ auto blu con seggiolino, destinata non a un bambino ma all’ ex ministro: «La battuta su di me è penosa. Ma mi indigna molto di più quella schifosa fatta contro un bambino, ridicolizzato con violenza. Siani razzista». «Infelice battuta di #Siani a #Sanremo2015 rivela vuoto di cultura e azione nell’ educazione alimentare che va colmato», ha twittato Corrado Passera. Qualche imbarazzo anche in sala stampa a Sanremo: Carlo Conti ha spiegato di aver deciso prima dell’ incidente, senza alcun intento «riparatorio», di rivelare che il cachet di Siani sarebbe stato devoluto in beneficenza. Platinette ha preso le distanze: «I difetti fisici andrebbero eliminati dai testi dei comici». Ha invitato alla riflessione Luigi Angrisani, specialista in chirurgia dell’ obesità: «La comicità e lo spettacolo stimolino stili di vita più sani per i giovani adolescenti il cui futuro potrebbe essere fortemente condizionato dalla violenta discriminazione che subiscono le persone obese». «Tocca al pubblico decidere se una battuta piace o no, la comicità è soggettiva», ha provato a spiegarsi a Radio 105 Siani, che certo non dimenticherà la serata all’ Ariston, un palco abituato a dividere la platea come ben sanno Adriano Celentano e Maurizio Crozza. «Mi è sembrato naturale scherzare con un bambino che assomigliava al protagonista del mio ultimo film, con sentimento goliardico», ha aggiunto il regista di Si accettano miracoli, che invita a «non esagerare, anche per il bambino, visto che anche il giorno dopo si parla» dell’ incidente. Tace anche la famiglia del bambino, che ha nove anni e in sala era seduto accanto alla madre. Siani ha cercayo di recuperare facendosi fotografare accanto al ragazzino: la foto «riparatoria» è finita sui social. Ma forse è stato ancora peggio.
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