7 Febbraio 2015

Latte, è guerra dei prezzi Gli allevatori in piazza

Latte, è guerra dei prezzi Gli allevatori in piazza

«L’ Expo rappresenta una occasione imperdibile per cambiare definitivamente verso al sistema agroalimentare in una situazione in cui dall’ inizio della crisi è crollato il numero di imprese agricole con l’ aumento della dipendenza dai prodotti agricoli che arrivano dall’ estero». Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti annuncia così la nuova frontiera della mobilitazione. Le mucche e i ministri Ministri (cinque), sindaci e presidenti di Regione, per qualche ora (il tempo di uno scatto o di una ripresa tv), hanno fatto gli allevatori e munto le mucche che l’ organizzazione agricola ha portato in 13 città italiane, compresa la stalla galleggiante di piazza San Marco a Venezia. Gli allevatori hanno raccolto una solidarietà bipartisan e adesso Coldiretti conta di sfruttare l’ onda lunga delle protesta e della copertura mediatica. E così questa mattina, in occasione della prima grande iniziativa di lancio dell’ Expo di Milano, Moncalvo, rilancerà i motivi della mobilitazione. C’ è il problema dello «strozzinaggio» sul prezzo pagato alla stalla (35 centesimi al litro) e poi rivenduto al consumatore maggiorato di 4 volte. E ci sono anche i timori che la fine del regime delle quote e il ritorno del libero mercato nell’ Ue si porti dietro l’ invasione del latte dall’ est europa perché «per ogni milione di quintale di latte importato in più scompaiono 17 mila mucche e 1.200 occupati in agricoltura». Il ricorso all’ Antitrust L’ Italia, infatti, importa 86 milioni di tonnellate di latte a fronte dei 110 milioni prodotti. «Nell’ anno dell’ Expo, la chiusura delle stalle – attacca Moncalvo – rischia di far perdere all’ Italia il primato nella produzione di formaggi a denominazione di origine (Dop) che in quantità è addirittura superiore quella francese e contribuisce a forgiare l’ identità nazionale in campo alimentare con oltre 48 specialità riconosciute a livello comunitario». Si spiega anche così la decisione di Coldiretti e del Codacons di inviare un esposto all’ Autorità garante della Concorrenza e del Mercato per chiedere di fare luce sulla multinazionale francese Lactalis e su eventuali abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco. Il vertice al ministero Il primo banco di prova della solidarietà politica bipartisan sarà l’ esito del tavolo di crisi che il ministro dell’ Agricoltura ha convocato a Roma l’ 11 febbraio. Il governo ha messo a punto un piano in sette punti e stanziato 108 milioni a sostegno del settore che sta pagando anche gli effetti dell’ embargo russo. Di quei fondi, però, solo otto si possono spendere quest’ anno. E comunque Coldiretti chiede la garanzia che «le risorse previste dal “Piano latte” del ministero vadano agli allevatori».
maurizio tropeano

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