Bologna nel caos per 30 centimetri di fiocchi
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fonte:
- la Repubblica
MARCO BETTAZZI TRENI e aerei cancellati, autobus a rilento, strade sporche o interrotte a causa degli alberi caduti e ordine di chiusura dei parchi per una settimana. Bologna si è risvegliata imbiancata e fra molte difficoltà ieri per la nevicata. Ma la situazione è di vera emergenza in gran parte della provincia, dove più di venti comuni sono rimasti per tutto il giorno senza luce, acqua, riscaldamento e alle prese con telefoni a singhiozzo a causa dei danni causati dal gelo alle linee elettriche. «Ci sono 80mila persone senza elettricità», calcola il consigliere regionale di Sel, Igor Taruffi. Gli ospedali si sono arrangiati con gruppi elettrogeni, rimandando gli interventi, mentre alcuni comuni hanno attrezzato campi di accoglienza. Le previsioni dell’ Arpa dicono che oggi potrebbero continuare le nevicate sui rilievi e in pianura, anche se deboli, per attenuarsi nel corso del pomeriggio, ma la Protezione civile ha prorogato lo stato di attenzione fino alla mezzanotte di oggi per il Bolognese e mette in guardia dal rischio frane e valanghe fino a lunedì. Stamattina il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, farà il punto della situazione a Ravenna, dove ci sono grossi problemi sulle coste. A Bologna il Comune calcola tra i 20 e i 60 centimetri di neve caduta ieri, che appesantendosi per l’ acqua ha spezzato in più punti alberi e rami. Come in via Murri, divisa in due per tutta la mattina. Dirottate diverse linee Tper. Il pericolo- rami ha spinto l’ Amministrazione a chiudere parchi e giardini pubblici per sette giorni. In centro anche il “cantierone” di via Rizzoli e Ugo Bassi si è fermato e gli operai hanno spalato la neve sia nel cantiere che sui marciapiedi circostanti. E Tper ha messo in ferie forzate tutti gli operatori della sosta. In città hanno circolato 196 spalaneve e 37 spargisale con 800 tonnellate di sale, l’ Antoniano ha fatto un appello a donare coperte ai senzatetto e Ascom chiede al Comune di cancellare le multe di Sirio per chi è dovuto entrare in centro. Al Marconi, rimasto chiuso per quasi cinque ore, fino alle nove del mattino, sono stati cancellati 21 voli e i ritardi si sono ridotti nel corso della giornata, mentre è rimasta più complicata per tutto il giorno la circolazione dei treni: secondo la Regione ha circolato il 40% dei convogli previsti, con ritardi che hanno raggiunto anche i 130 minuti sul nodo bolognese, con cancellazioni a raffica soprattutto verso Porretta e Prato e una vera odissea per un treno diretto a Roma rimasto per ore fermo a Pianoro. Trenitalia assicura rimborsi, ma il Codacons annuncia esposti per interruzione di servizio. Chiuse fino al pomeriggio anche le autostrade ai mezzi pesanti, tra le proteste dei camionisti bloccati ai caselli e nelle aree di servizio. Vera emergenza in Appennino, dove in 20 comuni sono mancate elettricità, acqua e riscaldamento, per i danni causati dal ghiaccio alle linee dell’ alta tensione. «È un disastro», si lamentano i sindaci. Al buio, tra gli altri, Camugnano, Castiglione dei Pepoli, Vergato, San Benedetto, ma anche Valsamoggia, Crevalcore e San Giovanni in Persiceto, mentre a Gaggio Montano Saeco ha dovuto rimandare gli operai a casa. Tecnici di Enel e Terna hanno lavorato tutto il giorno ma solo in serata la situazione è migliorata, e a singhiozzo, in alcuni paesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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