Il caso delle due ragazze rapite
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fonte:
- Brescia Oggi
Egregio direttore, delle due ragazze rapite, Greta era stata la prima a chiedere scusa, poi le ha fatto eco Vanessa Marzullo, da Verdello in provincia di Bergamo. “Ovvio che abbiamo chiesto scusa, ha detto, Greta ha detto le parole perfette: ci dispiace per il dolore che abbiamo causato. Ma non siamo responsabili del nostro rapimento. Siamo state chiuse per cinque mesi e mezzo” in vari rifugi. Nei primi tempi, ha raccontato, ci sono state minacce di morte. E dichiarano che non hanno subito violenze, la paura di non farcela c’ era. Per questo c’ è qualcosa che non rifarebbero. Anche se non dicono cosa. Continuano intanto le illazioni e le polemiche sulla questione del riscatto: il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, perchè accerti se c’ è stato un danno erariale. Anche se in contesti difficili, fare del Volontario in zone di guerra, bisogna essere più che prudenti, bisogna avvertire le autorità dell’ ambasciata, bisogna sapersi muovere. Se per salvarle si paga un riscatto? Mi pongo una domanda che mi sembra d’ obbligo: ma se occorre tanto volontario nel nostro Bel Paese (priorità assoluta), che bisogno c’ era di andare in Paesi in guerra?! Andrea Delindati MANERBIO.
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