31 Gennaio 2007

A Santa Maria l’acqua non è potabile e il Comune non fa nulla

Chiarissimo sindaco, purtroppo a nulla sono valse le numerose richieste indirizzate all’Amministrazione, per conoscere quali determinazioni siano state adottate per tutelare la salute dei cittadini catanzaresi. Addirittura con nota del 20 dicembre 2006 l’Amministrazione sostiene non aver mai avuto notizia delle analisi svolte dalla As sull’acqua erogata ai cittadini del quartiere Santa Maria.
Da tali analisi risulta che l’acqua somministrata non è potabile, poiché i parametri non rientrano nei limiti previsti dalla legislazione vigente. Eppure, quando è stato chiesto al Comune quali provvedimenti fossero stati adottati in seguito ai risultati delle predette analisi, prima è seguito un lungo ed assordante silenzio e, dopo numerose insistenze, si è appreso che nessuno ha mai preso in considerazione tali preoccupanti risultati. Poichè il Comune sostiene di non saperne nulla, siamo disponibili a fornire copia degli atti direttamente a Lei, affinché siano adottati tutti i provvedimenti del caso. Di certo i sanitari sono stati chiari invitando il sindaco a "provvedere ad escludere l’utilizzo dell’acqua della rete pubblica". Peccato che nessuno abbia informato i cittadini del pericolo rappresentato da quell’acqua definita "non idonea al consumo umano", in fondo ci si ricorda dell’acqua solo quando se ne chiede il pagamento! Appare evidente che ci si trovi innanzi al reato di omissione di atti d’ufficio e per tali motivi si è chiesto alla Procura di verificare le singole responsabilità e perseguire tutti coloro che con le loro omissioni hanno messo a rischio la salute dei cittadini. Ovviamente quanto accaduto comporta, se non altro, l’applicabilità dell’art. 13 del provvedimento Cip nr. 26/75, che prevede la riduzione del canone, per tutto il periodo in cui l’acqua non è stata idonea al consumo umano. Anche se l’aver somministrato acqua non avente le caratteristiche di potabilità costituisce inesatto adempimento del contratto di fornitura, di conseguenza i Cittadini hanno il diritto ad ottenere lo sgravio del canone oltre, ovviamente, al risarcimento dei danni per una evidente responsabilità contrattuale. Per questo motivo riteniamo legittima la sospensione del pagamento del canone a fronte dell’inadempimento dell’Ente pubblico.
Speriamo che Lei ritenga di riceverci, almeno per comprendere chi sia il responsabile dell’accaduto ed anche se in passato Lei non ha ritenuto di concederci questo onore, speriamo ci ripensi, non fosse altro che per avere copia di quei documenti che i Suoi collaboratori sostengono di non conoscere. Magari in quella sede potremo sapere quali provvedimenti intende adottare al fine di porre riparo a questa situazione e tutelare la salute pubblica. Nella speranza di poterLa presto incontrare, invitiamo l’Amministrazione ad astenersi dal richiedere il canone acqua ai cittadini.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this