Luci rosse all’ Eur, frenata in giunta
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fonte:
- Il Messaggero
IL CASO Il giorno dopo l’ annuncio di una zona a luci rosse in tre strade dell’ Eur l’ effetto è quello di un macigno nello stagno: i vertici del Pd sono scettici, i vescovi bocciano la proposta del mini sindaco Andrea Santoro come «una vergogna» davanti a «un’ ipocrita (e forse ideologica) operazione per il decorò urbano» e «non un impegno contro il degrado umano, a fianco delle vittime». Il centrodestra, con in testa l’ ex sindaco Gianni Alemanno insorge: «E’ una resa alla prostituzione». Il Codacons plaude all’ idea perché «regola un settore che genera un mercato nero da 3.6 miliardi di euro all’ anno in Italia». E intanto scatta l’ effetto emulazione perché anche nei quartieri San Paolo e Garbatella, come dice il mini sindaco Andrea Catarci, «si potrebbe ripetere l’ iniziativa». GLI ASSESSORI Mentre proliferano le prese di posizione, tra favorevoli e contrari, i veri problemi scattano nella giunta Marino da dove è partita la benedizione all’ iniziativa di Santoro. Molti assessori parlano, a microfoni spenti, «di proposta estemporanea». Alfonso Sabella, responsabile della Legalità, preferisce non commentare. Francesca Danese, titolare del Sociale, si tira fuori: non è una mia idea. E Guido Improta, assessore renziano ai Trasporti, dichiara: «In giunta di questo progetto non se ne è mai parlato quindi oggi non c’ è alcuna presa di posizione formale da parte dell’ amministrazione. Per quanto mi riguarda è una questione che ha bisogno di un’ analisi molto approfondita». E mentre la giunta marcia in ordine sparso, anche dal Campidoglio fanno un piccolo passo indietro: è un esperimento, non è detto che non si possa migliorare o cambiare. IL PARTITO Il tutto mentre i telefoni dei vertici democrat sono roventi. In queste ore il commissario del Pd Matteo Orfini ha ricevuto più di una chiamata di lamentele da colleghi parlamentari e consiglieri comunali per come è stata gestita la vicenda. La presidente regionale del partito, la renziana Lorenza Bonaccorsi, come donna e come esponente di punta dei dem romani in diversi colloqui privati ha espresso forti perplessità sul metodo e soprattutto sul merito dell’ operazione. L’ altro turbo renziano Luciano Nobili, già vicesegretario del partito, è categorico: «E’ una scelta sbagliata, invocata solitamente dalla peggiore destra: i problemi non si nascondono ma si affrontano. Confondere la schiavitù delle ragazze con il decoro e l’ ordine pubblico è grave. Quale cliente vorrà essere controllato? Non è una competenza del Campidoglio, mi aspetto una reazione delle donne dem». Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza, sa che la situazione sta diventando esplosiva: «Nelle prossime ore convocherò il gruppo e i parlamentari romani. Non si può passare dal decentramento amministrativo dei municipi al federalismo sessuale». Sommerso da molte critiche, Santoro non molla: «La scelta delle strade sarà fatta insieme con le forze dell’ ordine. In questi mesi gli operatori hanno incontrato le prostitute e molte si sono dette favorevoli». Intanto, il sindacato Libero di polizia, Lisipo, definisce l’ idea «dannosa e inutile» perché il fenomeno della prostituzione è legato al racket e alla droga. Il mondo cattolico non si rassegna a questa proposta. Don Aldo Buonaiuto, comunità Papa Giovanni XXIII: «E’ un evidente segno di regressione culturale, i primi schiavisti sono i clienti, potrebbe emergere il favoreggiamento alla prostituzione che è un reato. Chiediamo al sindaco Marino di riceverci». Simone Canettieri Lorenzo De Cicco © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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