Pisano, il Comune non va risarcito
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fonte:
- La Città di Salerno
Ottocento euro di ammenda e l’ obbligo di pagare le spese legali alle parti civili ammesse. Si è concluso con la ratifica del patteggiamento il processo a carico di Luigi Pisano, titolare delle omonime fonderie di via dei Greci a Fratte. Tre i capi d’ imputazione per l’ anziano titolare, che vanno dalle mancato rispetto delle norme di sicurezza sul luogo di lavoro alle elevate emissioni di sostanze tossiche e metalli pesanti nell’ atmosfera. La richiesta era stata formalizzata nell’ udienza dello scorso 19 gennaio al giudice della Terza sezione penale del Tribunale di Salerno, Antonio Cantillo. Il processo è iniziato nel settembre 2013 e, tra difetti di notifica e rinvii per condizioni di salute precarie dell’ imputato 92enne, si è avviato alla sua conclusione grazie all’ accordo trovato tra il legale della famiglia Pisano, Guglielmo Scarlato, e l’ accusa, sostenuta dal pubblico ministero Carmine Olivieri, insieme ai legali Enrico Giovine e Fabio Torluccio per Legambiente ed i cittadini dell’ associazione “Salute e Vita”, ed Enrico Corcini per il Comune di Pellezzano. Ieri la chiusura, con la lettura della sentenza e l’ ammissione delle parti civili al processo. Tra queste non figurano né il Comune di Salerno né il Codacons che, insieme al Wwf e secondo le richieste portate dal legale della famiglia Pisano, sarebbero stati esclusi perché costituitisi tardivamente. Ammessi, invece, Legambiente, il Comune di Pellezzano e i sei membri dell’ associazione “Salute e Vita” che avranno diritto al rimborso delle spese legali. E proprio i cittadini ora intendono valutare le mosse successive. «Aspettiamo che la sentenza venga ufficialmente pubblicata – ha commentato Lorenzo Forte, presidente dell’ associazione di cittadini – per poi usarla per valutare una serie di cause di risarcimento a favore dei cittadini. Si parla di emissione in atmosfera di metalli pesanti e non possiamo far passare l’ idea che bastino 800 euro per la vita delle persone. Vogliamo alzare la voce per far capire quanto sono irrisorie le sanzioni previste dalla legge per questo tipo di illeciti. Dal primo patteggiamento del 2007 ad oggi, nonostante le inchieste, le ispezioni dei carabinieri, l’ Autorizzazione integrata ambientale, nulla è cambiato mentre le vittime gridano ancora giustizia». Giudizio duro anche sulla questione inerente la mancata costituzione come parte civile del Codacons e del Comune di Salerno: «Onestamente – ha aggiunto Forte – ci sembra che al danno si aggiunga la beffa. Gli unici ammessi sono coloro che si sono costituiti sin dall’ inizio, ma è anche vero che il giudice ha applicato la legge. E se il Codacons si è inspiegabilmente costituito in ritardo, nonostante fosse presente alla prima udienza, il Comune si è dimenticato proprio di partecipare, presentandosi solo in un secondo momento. Troppo tardi». La battaglia per la tutela della salute e dell’ ambiente prosegue. «Il 14 febbraio convocheremo una conferenza – ha anticipato Forte – per annunciare le nostre prossime iniziative tra cui l’ ulteriore richiesta per la convocazione di un consiglio comunale monotematico per trovare una soluzione insieme ai consiglieri comunali che fino ad oggi hanno letteralmente ignorato la questione». Emilio D’ Arco ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: Fonderie Pisano, fratte, parti civili
