4 Febbraio 2015

A gennaio l’ Italia è tornata in deflazione

A gennaio l’ Italia è tornata in deflazione

ROMA. Con l’ avvio del 2015 l’ Italia scivola di nuovo in deflazione, tornando ai livelli di oltre mezzo secolo fa: a gennaio l’ indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4% rispetto a dicembre e dello 0,6% su base annua, il calo tendenziale più forte da settembre 1959 (quando era al -1,1%). La flessione è quasi interamente da ascrivere al calo dei prezzi dei beni energetici (in particolare dei carburanti, -15,2% ai minimi dal 2009). Ma secondo i consumatori pesa anche la contrazione della spesa delle famiglie. Qualche segnale positivo arriva dal cosiddetto “carrello della spesa”, per il quale i prezzi invertono rotta uscendo dalla deflazione. Secondo le stime preliminari diffuse dall’ Istat, l’ indice dei prezzi al consumo a gennaio 2015 è tornato nuovamente in deflazione (come già ad agosto e settembre 2014), dopo la variazione tendenziale nulla registrata a dicembre. Ne gativo anche l’ indice armonizzato europeo (Ipca) che, diversamente dall’ indice Nic, tiene conto anche dei saldi invernali (che determinano un -23% congiunturale per i prezzi di abbigliamento e calzature): -2,4% su base mensile e -0,4% annuo, il livello più basso dal 2001. A zavorrare l’ indice generale è soprattutto il calo dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-14,1% da -8% di dicembre), oltre al rallentamento dei prezzi dei trasporti (+0,2% da +2% di dicembre). Tanto che al netto dei soli beni energetici l’ inflazione di fondo è positiva (+0,3%, da +0,5% di dicembre). Ed è positivo anche il carrello della spesa: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base annua dopo essere scesi in deflazione a dicembre (-0,2%); anche su base mensile i prezzi segnano un +0,6%. Ma commercianti e consumatori non sono ottimisti. Per Confcommercio si pongono le premesse per «una uscita dalla deflazione più difficile del previsto»: al di là del calo degli energetici e dei trasporti – spiega – è la tendenza alla deflazione della componente di fondo dei prezzi a destare le maggiori preoccupazioni. Confesercenti evidenzia che non è solo colpa degli energetici: prosegue la stagnazione dei consumi e le vendite vanno bene solo per i discount. Anche il Codacons fa notare che non è solo colpa del calo dei carburanti: «Il basso livello dell’ inflazione registrato nell’ ultimo anno, e che prosegue nel 2015, è da attribuire principalmente alla costante riduzione dei consumi operata dalle famiglie», che negli ultimi 7 anni hanno ridotto la spesa di 80 miliardi. Per Adusbef e Federconsumatori i dati confermano la stagnazione dell’ economia, con il potere d’ acquisto delle famiglie che dal 2008 ad oggi si è contratto del 13,4%: per questo – chiedono le due associazioni – servono misure urgenti per la ripresa degli investimenti e il rilancio dell’ occupazione.
enrica piovan

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this