Car sharing e niente glutine Cambia il paniere dell’Istat
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fonte:
- Avvenire
MILANO Dai Caf ai caffè il passo è breve. Se poi i caffè sono quelli al ginseng, tutto sta racchiuso nel nuovo paniere degli italiani. Quello targato 2015, uscito dal cilindro del-l’ Istat (a fianco, il relativo grafico tratto dall’ Istituto italiano di statistica) che come ogni anno ha rivisto l’ elenco dei prodotti che compongono l’ insieme di beni di consumo e di servizi presi come riferimento per stabilire il costo della vita e il tasso di inflazione. Quest’ anno il paniere si compone di 1.441 prodotti (sei in meno rispetto al 2014), con un aumento del peso dato ai consumi per servizi sanitari, spese per la salute, casa, acqua, elettricità e combustibili. Tra i prodotti indicatori di spesa introdotti colpiscono voci come il car sharing, gli alimenti senza glutine, il calcolo della Tasi presso i Caf e il caffè al ginseng. Quest’ ultimo è ormai il nuovo break degli italiani, un indicatore forse non soltanto dei meri indici dei prezzi al consumo, ma anche di un cambiamento nella composizione ‘etnica’ della stessa collettività nazionale: dall’ italianissimo espresso all’ asiatico caffè al ginseng. La crisi economica è invece ben presente ed evidenziata con l’ arrivo nel paniere del car sharing: la condivisione dell’ automobile soprattutto per andare al lavoro denota un necessario cambiamento delle abitudini negli spostamenti. Così come il calcolo della Tasi presso i Caf è conseguenza delle novità fiscali introdotte dal Governo, con l’ evidente difficoltà delle famiglie a calcolarne l’ importo. Colpisce poi l’ ingresso dei biscotti e della pasta senza glutine, della birra analcolica e delle bevande al distributore automatico. Migliora inoltre la copertura di alcune voci di spesa, con l’ introduzione del prodotto «pizza» alla voce «pizza e quiche», delle visite intra moenia dall’ ortopedico e dei ricambi per rasoi tra gli «apparecchi non elettrici ». Escono invece dalle abitudini di spesa degli italiani sempre più tecnolo- gici l’ impianto HiFi, il navigatore satellitare, il registratore Dvd e il corso di informatica: tutti apparecchi e abitudini ormai superati dalla tecnologia 2.0. Non è stata superata dai tempi invece la pastasciutta che per gli italiani resta sempre imprescindibile, anche se nel paniere stavolta ci entra anche quella senza glutine, insieme ai biscotti. Tutti alimenti nati per i celiaci che sono finiti nel 2014 nella top ten dei prodotti più venduti, con una crescita del 32,1% in un anno, in controtendenza rispetto al calo della spesa alimentare complessiva. Il settore dei prodotti senza glutine, sottolinea la Coldiretti, vale oggi 237 milioni di euro, con una crescita dei punti vendita specializzati del 10% l’ anno. Tornando al nuovo paniere dell’ Istat, critiche arrivano dai consumatori. Secondo il Codacons si sarebbe dovuto aumentare il peso degli alimentari, che in una situazione di forte calo dei consumi hanno un’ incidenza maggiore sulla spesa delle famiglie. Per l’ Unione nazionale consumatori il nuovo paniere «non tiene conto del crollo dei consumi»: l’ associazione ha confrontato i nuovi pesi e l’ ultima indagine sui consumi effettivi delle famiglie e il risultato è che «i pesi ufficiali Istat non corrispondono ai consumi reali delle famiglie, perché non tengono conto della crisi e del crollo delle spese in atto». Secondo Adusbef e Federconsumatori, invece, escono «prodotti i cui costi sono in forte ribasso, che potrebbero trascinare ulteriormente all’ ingiù il tasso». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
massimo iondini
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