L’ Istat cambia il paniere Dvd fuori, entra il ginseng
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
di Andrea Scutellà wROMA Con i gusti degli italiani cambia anche il paniere dell’ Istat, deputato alla fotografia delle abitudini dei consumatori: caffè al ginseng, car e bike sharing, alimenti senza glutine, birra analcolica, assistenza al calcolo fiscale per l’ imposta sulla casa, bevande al distributore automatico; sono solo alcune delle nuove voci introdotte per il calcolo dell’ inflazione. Particolare attenzione è stata data ai servizi di aiuto al conteggio delle imposte sulla casa: una novità, quest’ ultima, legata all’ introduzione della Tasi – spiegano i tecnici dell’ Istat – e all’ evidente difficoltà delle famiglie a calcolarne l’ importo. Migliora inoltre la copertura di alcune voci di spesa, con l’ introduzione del prodotto Pizza alla voce “Pizza e quichè”, delle visite “intra moenia” dall’ ortopedico e dei ricambi per rasoi tra gli apparecchi non elettrici. Escono di scena obsoleti relitti di fine secolo: prodotti tecnologici non più al passo con i tempi come il registratore dvd o l’ impianto hi-fi. Il navigatore satellitare e i corsi di informatica subiscono lo stesso destino: tecnologie e abitudini ormai superate dai “device” dei “millenials”: la generazione dei nativi digitali. Complessivamente il nuovo paniere conta 1.441 prodotti: un po’ meno dei 1.447 dello scorso anno – spiegano gli esperti dell’ Istat – per una migliore definizione delle varietà di ortofrutta. Tra le principali divisioni di spesa aumenta il peso sui consumi dei servizi sanitari e spese per la salute, dell’ abitazione, acqua, elettricità e combustibili e in misura più contenuta dei prodotti alimentari e le bevande alcoliche e analcoliche. In calo invece l’ abbigliamento e le calzature, i trasporti, i mobili, i servizi ricettivi, la ricreazione, gli spettacoli e la cultura. Le associazioni dei consumatori, tuttavia, non risparmiano le critiche al nuovo paniere. Per il Codacons si sarebbe dovuto aumentare sensibilmente il peso degli alimentari, che in una situazione di forte calo dei consumi hanno un’ incidenza maggiore sulla spesa delle famiglie. Per l’ Unione nazionale consumatori il nuovo paniere «non tiene conto del crollo dei consumi»: l’ associazione ha confrontato i nuovi pesi e l’ ultima indagine sui consumi effettivi delle famiglie e il risultato è che «i pesi ufficiali Istat non corrispondono ai consumi reali delle famiglie, perché non tengono conto della crisi e del crollo delle spese in atto». Secondo Adusbef e Federconsumatori escono «prodotti i cui costi sono in forte ribasso, che potrebbero trascinare ulteriormente all’ ingiù il tasso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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