31 Gennaio 2015

Vigili assenteisti, procura a caccia dei colpevoli su web e social network

Vigili assenteisti, procura a caccia dei colpevoli su web e social network

ROMA – L’ inchiesta penale sull’ assenteismo di Capodanno è al via. L’ orientamento, anche in seguito all’ incontro fra il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il comandante dei vigili Raffaele Clemente, è di procedere per il reato di interruzione di pubblico servizio, che prevede condanne da 3 a 7 anni anche “per i capi, promotori o organizzatori” del disservizio. Ma non è escluso che si indaghi anche per truffa e falso. Ipotesi truffa e falso Le verifiche di Clemente avrebbero confermato quanto era emerso nei giorni scorsi. Ossia, che l’ assenza in massa della Municipale il 31 dicembre scorso, più o meno giustificata da certificati medici, sia stato solo un passaggio di una più ampia strategia per premere l’ amministrazione sul fronte del salario accessorio, atteso assieme a nuove assunzioni da tempo (sempre rinviate). Tra gli aspetti che la procura intende verificare c’ è quello della promozione/istigazione on line. Nei giorni precedenti Capodanno, prima dell’ epidemia del “pizzardone”, si erano scatenati i forum on line. In qualche modo cioè era stata veicolata sul web l’ idea che si potesse interrompere il servizio ricorrendo al certificato medico. Se è così i magistrati potrebbero procedere all’ individuazione degli account, tramite una delega specifica agli esperti della polizia postale. Le ricerche sul web L’ inchiesta, con ogni probabilità, sarà affidata, oltre che a un pm che si occupa di pubblica amministrazione, anche a un collega del pool dei reati informatici. Resta da fare un ragionamento specifico sui contenuti della relazione di Clemente. Che include una trentina di nomi e cognomi di possibili responsabili del disservizio. La Procura acquisirà comunque anche la relazione dell’ Autorità di garanzia sugli scioperi. Clemente ha sottolineato “evidenze statistiche inconfutabili: esiste una diversità nell’ incidenza di persone che hanno donato il sangue o inviato il certificato di malattia, rispetto agli anni passati, che ha suscitato dei sospetti nella commissione”. Fino ad ora era aperta solo un’ inchiesta generica, contro ignoti, sulla base di una denuncia presentata dai consumatori del Codacons. E intanto Marino ha chiesto “sanzioni esemplari” .

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