1 Febbraio 2015

La magistratura torni ad essere credibile per poterci tutelare…

La magistratura torni ad essere credibile per poterci tutelare…

Scrive a tutti: al ministro della giustizia, al Csm, al procuratore di Reggio Calabria, alla Procura di Catanzaro e al Codacons, rivolgendo sempre la stessa domanda: «giustizia, dove sei?». Autore della lettera è Vincenzo Minici, collaboratore scolastico che da tempo denuncia la violazione di diversi leggi, l’ interruzione della continuità lavorativa, favoreggiamento, abuso d’ ufficio e chi più ne ha più ne metta l’ ufficio scolastico regionale. «Dopo quattro anni di esposti – denunce querele, anche di fiduciose attese, in data 6 marzo 2013 mi giunge una nota dalla segreteria del Pm della Dda di Reggio Calabria, che in seguito alle scrupolose indagini eseguite da tutti gli organi di Polizia Giudiziaria, ed in particolar modo dal comandante della stazione dei carabinieri di Roccella Ionica e dal maresciallo della sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, veniva attestato che è pendente presso l’ ufficio del Pm un procedimento penale a carico di ignoti per i reati di abuso d’ ufficio e rifiuto di atti d’ ufficio. Nel frattempo, il pm viene trasferito e il nuovo pm della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, con un nuovo atto pervenutomi in data 17 dicembre 2014, propone l’ archiviazione, naturalmente opposta. Nessuna legge, per quanto rigorosa e dura, può ristabilire la sicurezza dei cittadini, senza un apparato giudiziario in grado di attuarla – afferma -. Ma l’ esigenza di giustizia non è solo strettamente connessa a quella della sicurezza: nasce dal bisogno originario di redimere il giusto dall’ ingiusto, il torto dalla ragione, il buon diritto dalla sopraffazione, dalla violenza o dall’ inganno. Quando uno Stato ha rinunciato a fare giustizia non ha solo calpestato un fondamentale diritto dei cittadini, ma ha anche rinunciato a essere se stesso. Nessuno più dubita che questo sia avvenuto in Italia. Per restituire agli onesti la fiducia di essere protetti e ai disonesti la certezza di essere puniti occorre una totale riorganizzazione di tutto il meccanismo giudiziario. È triste costatare che quando un processo, che richiede l’ intervento di uno o più giudici, per risolvere le questioni riguardanti il rispetto della legge, rimane in galleggiamento per un lungo periodo, senza che ci sia la volontà di risolverlo, allora dobbiamo cominciare a preoccuparci. Cos’ è oggi, la certezza del diritto? È solo una certezza linguistica oppure è implicita l’ utilizzazione creativa? Ogni cittadino, deve essere certo dei suoi diritti, non solo di un sistema di leggi codificate che potrebbero volgersi contro di lui. Oggi, tra l’ altro, si è determinato un divario tra elefantiasi amministrativa e principio secondo cui la legge non ammette ignoranza. Purtroppo l’ Italia ha fatto scempio della Convenzione Europea dei Diritti dell’ Uomo, che pure aveva sottoscritto, non per niente la Corte di Giu stizia di Strasburgo ha censurato decine di volte l’ Italia per i tempi lunghi dei processi, per la scarsa efficienza, per una gestione della giustizia che offende la dignità e la libertà dei cittadini. Autonomia e indipendenza della magistratura non significa, a mio avviso, patrimonio esclusivo dei giudici, bensì, un bene per tutta la collettività. La magistratura, è, e deve continuare ad essere, l’ istituzione cui ogni cittadino, povero o ricco, umile o potente, deve poter guardare con assoluta fiducia anche se – come accade in tutte le grandi e buone famiglie – annovera al suo interno qualche componente la cui condotta lascia a desiderare. Non è pensabile che si possa dubitare che la magistratura sia lacunosa e non più credibile. Pertanto alla luce di queste mie osservazioni e ulteriore rinnovo di denuncia ritengo che sarebbe utile che gli organi superiori inviassero gli ispettori, per una giustizia e per far luce su tutte le ombre e penombre evidenziate».
 

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