30 Gennaio 2015

Domnica chiede i danni a Schettino Immagine distrutta, voglio 200mila euro’

Domnica chiede i danni a Schettino Immagine distrutta, voglio 200mila euro’

Cristina Rufini GROSSETO AMANTI, complici, nemici. Una relazione poliedrica quella tra Domnica Cemortan, la ex hostess di Costa Crociere, e l’ ex comandante della Concordia Francesco Schettino. L’ ultimo volto che la biondina ha mostrato nel processo contro l’ ex amante, ieri, racconta di una giovane donna stressata e con l’ immagine danneggiata da quanto raccontato su di lei. Da «una campagna mediatica feroce nei suoi confronti». Nel chiedere duecentomila euro di risarcimento danni a Schettino e a Costa, l’ avvocato della moldava Valentina Quaroni, ha sottolineato: «Domnica non è venuta per evitare ulteriori esposizioni. La Cemortan era imbarcata come passeggera e ha subìto un doppio danno per l’ ingiustificata aggressione mediatica cui è stata sottoposta, quasi a volerla colpevolizzare. Anzi, la signora Cemortan ha tenuto un atteggiamento di collaborazione, non si è sottratta ai propri obblighi». PECCATO che per ammettere qualche passaggio non diciamo fondamentale, ma almeno importante su quanto accaduto la notte del naufragio, Domnica abbia impiegato qualche anno. Dopo aver negato con forza fino a querelare chi affermava il contrario che tra lei e il comandante non c’ era stata alcuna relazione nonostante la sua valigia trovata nella cabina di Schettino , sul palco del Moderno, davanti ai giudici grossetani, il 29 ottobre 2013, nel corso del suo interrogatorio, a domanda precisa di un avvocato di parte civile, rispose: «Si, sono stata l’ amante di Schettino». E appena concluso il faccia a faccia con i giudici, la ballerina davanti alle telecamere, con il volto affranto, dichiarò «Oggi sono morta due volte», dimenticandosi che in questa tragedia ci sono 32 persone morte davvero. UNO SHOW che si è ripetuto poco meno di un anno dopo, alla fine di settembre, quando dette l’ ultimatum a Schettino: «Ti do sei giorni per dire la verità su quello che è successo dopo l’ annuncio di abbandono della nave. Solo sei giorni». Al silenzio del comandante lei raccontò che con Schettino e Onorato «salirono al ponte 11 in attesa di un fantomatico elicottero che avrebbe dovuto prelevare un grosso pacco». E poi via con le interviste televisive, tra sorrisi, silenzi e ammiccamenti. L’ udienza di ieri si è chiusa con il legale di Codacons Giuliano Leuzzi che ha accusato la procura di «non aver voluto vedere le colpe di Costa».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this