28 Gennaio 2015

«Danno da vacanza rovinata» Le parti civili all’ attacco di Costa

«Danno da vacanza rovinata» Le parti civili all’ attacco di Costa

GROSSETO Se prima era stata la Procura a presentare il conto , adesso è la volta delle parti civili. Che chiedono il risarcimento a Francesco Schettino ma, naturalmente, anche e soprattutto a Costa Crociere. Danni patrimoniali e-o danni morali a seconda di chi si è costituito (privati o enti) e delle traversie sopportate da ciascuno dei naufraghi. Richieste ingentissime, alcune già presentate, altre da presentare. Stamani a esporre la lista da quasi 200 milioni sarà il Comune di Isola del Giglio, che sarà presente non solo con i suoi legali (Lecci e Zanconi) ma anche con il sindaco Sergio Ortelli. Tra chi si è già fatto avanti nella seconda tornata di interventi delle parti civili – ieri Schettino era di nuovo assente e non c’ erano nemmeno i suoi legali (d’ ufficio l’ avvocato Valentina Guerriero) – ci sono stati i legali di numerosi passeggeri. C’ è chi ha solo perso il bagaglio e chi le chiavi del negozio; ma c’ è anche chi è rimasto ferito o traumatizzato in una circostanza che doveva essere di solo svago («danno da vacanza rovinata»), sottolinea l’ avvocato Rizzetto; e chi non è andato al lavoro per settimane se non mesi proprio per le conseguenze psico-fisiche del naufragio e chi ha dovuto chiudere per sempre l’ attività; c’ è chi era sulla nave per partecipare a un concorso per parrucchieri e ha perso la chance di vincere (ricorda l’ avvocato Vitrano per i suoi assistiti); c’ è anche chi ha rinunciato alla costituzione di parte civile (in tre nella 62ª udienza, avvocati Morra e Rosso di Asti nonché Valentini), evidentemente dopo aver raggiunto un accordo con la compagnia; c’ è chi presenta nella nota spese il conto dei chilometri Bari-Grosseto e ritorno («calcolato come il giro del mondo», dice iperbolicamente l’ avvocato Chirulli). Tra gli enti, il Wwf (avvocato Nunzi) chiede un danno morale e non per l’ ambiente, per gli effetti che la Concordia ha avuto sull’ impegno profuso dall’ associazione nella salvaguardia dell’ ambiente: «Valuti il collegio l’ entità». Riepilogo di quanto già sentito in aula, quando gli stessi passeggeri erano sfilati sul palcoscenico del Moderno, raccontando con difficoltà o anche piangendo il dramma vissuto a partire da quel 13 gennaio 2012. Tutti i difensori di parte civile chiedono la condanna di Schettino e del responsabile civile, uniformandosi alla requisitoria della Procura. E un paio di loro puntano l’ indice contro il comportamento della compagnia. «Costa ha tenuto un comportamento inerme – lamenta l’ avvocato Salvatore Vitrano – I miei assistiti non hanno ricevuto alcuna risposta dalla compagnia, dopo essere stati sottoposti alla visita di un loro specialista. Non hanno ricevuto alcuna offerta». Non diverso il trattamento lamentato dall’ avvocato Thomas Peruzzi ma in rappresentanza dell’ avvocato Carulli per una naufraga, perché nemmeno quest’ ultima, pur se visitata da medico indicato da Costa, avrebbe ricevuto una comunicazione. «Una condotta inumana e immorale», rincara la dose l’ avvocato Ilaria Valentini che assiste una donna che insiste nel giudizio mentre per il figlio è stato raggiunto un accordo con la compagnia. C’ è anche chi mette l’ accento sul comportamento del comandante, però. Come l’ avvocato Alessandro Fagni, che assiste una famiglia di tre persone, una delle quali con problemi di diabete già all’ epoca del naufragio, e che ritiene «assurdo il voler gettare le ancore», come rappresentato da Schettino: un passaggio emblematico a suo giudizio di quanto avvenuto quella notte e della condotta colpevole del comandante. Tredici le parti sentite ieri. Oggi è la volta tra gli altri anche dei legali della Camera di commercio, di Sos Concordia, ancora di Giustizia per la Concordia, mentre Codacons potrebbe parlare domani.

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