23 Gennaio 2015

Lavori sul Rio per proteggere Botteghe

Lavori sul Rio per proteggere Botteghe

di GIULIO PANZANI CHE GLI OPERAI del comune siano impegnati in questi giorni nella ricavatura delle fosse del Rio di Vallebuia, nella zona di Botteghe, com’ è stato annunciato dal sindaco, allo scopo di ridurre il rischio di nuovi allagamenti, è una buona notizia. Come pure quella del finanziamento della Regione dello studio di fattibilità per il progetto della cassa di laminazione che dovrebbe mettere in sicurezza l’ intera zona finita piu’ volte sott’ acqua quando le piogge hanno fatto esondare il Rio, com’ è accaduto lo scorso 27 dicembre. Il fatto è che quest’ intervento, se verrà realizzato, sarà comunque in ritardo di anni e le numerose famiglie non meno di venti che hanno subito allagamenti e danni, specie ai piani bassi delle case, per la mancata regimazione idrica a Botteghe dovranno faticare per essere risarcite. Sui mancati interventi da parte dell’ ex Consorzio di Bonifica del Padule, ora del Basso Valdarnoi, le polemiche durano da tempo. E se anche una legge regionale, la 79 del 2012, limita alla sola manutenzione ordinaria ciò che può essere fatto dai consorzi, restano gli anni precedenti, cioè tre o quattro lustri nei quali l’ ex Consorzio del Padule ha percepito, con l’ impositività locale, cifre notevoli senza provvedere a mettere in sicurezza le zone a rischio. Per queste presunte omissioni è in atto un contenzioso fra i legali del Codacons, gli avvocati Sabrina Ramello e Fausto Giglioli, e l’ ex Consorzio. La ventina di famiglie finita piu’ volte sott’ acqua ha dato mandato al Codacons di chiedere un risarcimento. Anche il fatto che adesso il Comune stia intervenendo in maniera autonoma per la risagomatura delle fosse intorno a Vallebuia mette in evidenza, anche perché annunciato dal sindaco Spinelli, il fatto che l’ ex Consorzio non ha provveduto a mettere in atto neanche la manutenzione ordinaria di sua competenza. Spinelli annuncia un protocollo d’ intesa fra comune e Consorzio del Basso Valdarno, segno evidente dicono alcuni abitanti già alluvionati di Botteghe che in qualche modo l’ ente di bonifica avrebbe dovuto provvedere e ha comunque competenza sul Rio. «Se i fossi vengono ricavati adesso conclude l’ avvocato Ramello significa che non erano stati ripuliti e resi piu’ scorrevoli prima ai fini dello smaltimento. E questa constatazione dovrebbe dare maggior forza alle ragioni di chi, e sono davvero molti, ha contestato per via giudiziaria, con cause ancora pendenti, i balzelli pretesi dall’ ex Consorzio».

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