21 Gennaio 2015

Giudice prorogato, il processo continua

Giudice prorogato, il processo continua

TRIESTE – Proroga di tre mesi per il Gup Giorgio Nicoli, che dunque presiederà l’ udienza preliminare del processo per i rimborsi «allegri» (350 mila euro) prevista per il 3 febbraio prossimo dopo il rinvio disposto lo scorso 23 dicembre. Va avanti, così, il procedimento giudiziario che vede 22 indagati tra ex ed attuali consiglieri regionali ma non solo. Se l’ incarico di Nicoli non fosse stato prorogato, con molta probabilità l’ udienza del 3 febbraio poteva subire un nuovo rinvio causato, stavolta, dal cambio di giudice che avrebbe dovuto prendere il tempo necessario per leggere gli atti dell’ inchiesta. Se tutto va come deve andare, tra due settimane saranno ufficializzate le richieste dei riti processuali da parte delle difese alla luce della modifica del capo di imputazione da parte del Pubblico ministero Federico Frezza per cui resta in piedi il concorso nel reato per peculato tra consigliere e capogruppo ma non l’ induzione in errore di quest’ ultimo. E sempre il 3 febbraio si deciderà anche sulla richiesta del Codacons (nazionale e regionale) di costituirsi parte civile trattandosi di abuso e spreco di denaro pubblico. Nel frattempo, la Sezione di Controllo della Corte dei Conti chiede che entro 30 giorni il gruppo della Lega Nord in Consiglio regionale (prima dello scioglimento) fornisca chiarimenti relativamente a due spese effettuate con i fondi erogati nel 2014 e contenute nel rendiconto presentato dall’ ex Carroccio (il periodo di riferimento va dal primo gennaio al 26 ottobre) che risultano irregolari anche per carenze documentali. Alla Sezione di controllo contabile risultano poco chiare due spese di consulenza datate 22 gennaio 2014 (103,94 euro) e 10 settembre 2014 (1.268,80 euro). Nel primo caso si tratta di un modello F24 per il quale «è necessario verificare che il motivo del versamento sia rispondente alle finalità istituzionali del gruppo e trovi univocamente fondamento nella XI legislatura, dal 13 maggio 2013 alla data di scioglimento del gruppo» mentre, nel secondo caso, si tratta di un bonifico ma «nella documentazione allegata – si legge nella delibera – non è presente la copia del relativo contratto di lavoro o di incarico». Il rendiconto deve evidenziare, in apposite voci, le risorse finanziarie trasferite al gruppo indicando i relativi impieghi nonchè le misure adottate per consentire la tracciabilità dei pagamenti effettuati in un’ ottica di trasparenza e pubblicità trattandosi di risorse pubbliche trasferite dal bilancio regionale. © riproduzione riservata.
 

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