19 Gennaio 2015

Indagato Pisapia. E il Codacons attacca il prefetto.

Indagato Pisapia. E il Codacons attacca il prefetto.

di NICOLA PALMA e MARINELLA ROSSI MILANO UNA PICCOLA E NEONATA associazione del mondo dei pensionati cattolici. Da là è partito l’ esposto che ha portato all’ iscrizione del sindaco Giuliano Pisapia nel registro degli indagati con l’ ipotesi di omissione di atti d’ ufficio per il caso delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’ estero. Gli approfondimenti del pubblico ministero Letizia Mannella, magistrato del II Dipartimento (per i reati contro la pubblica amministrazione guidato ad interim dal procuratore Edmondo Bruti Liberati dopo il siluramento dell’ aggiunto Alfredo Robledo), hanno già prodotto una visita negli uffici dell’ Anagrafe comunale per acquisire tutti i documenti sottoscritti dal primo cittadino in qualità di Ufficiale di stato civile. Dato che ha fatto emergere l’ esistenza del fascicolo e ha consentito al sindaco di capire di essere indagato per quello che viene definito «un atto dovuto». Dall’ esame di quei documenti seguirà la decisione dei magistrati inquirenti – affiancata a Mannella c’ è lo stesso procuratore Bruti – riguardo all’ iscrizione del sindaco, avvenuta dopo l’ arrivo dell’ esposto a fine ottobre, e di cui ha dato notizia lo stesso Pisapia. UN FATTO È SICURO: a muoversi non è stato il prefetto Francesco Paolo Tronca, che in questi mesi di polemiche, anche a costo di essere accusato di immobilismo dai partiti di centrodestra, si è sempre mosso con grandissima cautela, cercando di mettere in pratica le indicazioni del ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, senza compromettere i buoni rapporti istituzionali e personali col sindaco. E ieri, sul fronte opposto, il Codacons è passato al contrattacco, annunciando la presentazione di un esposto proprio contro Tronca: per il movimento a difesa dei consumatori, la disposizione con cui Palazzo Diotti ha ordinato a Pisapia di cancellare le trascrizioni sarebbe «un atto contrario alle disposizioni comunitarie e alle decisioni in materia dei giudici europei». Conseguenza: si potrebbe configurare l’ ipotesi di reato di abuso di atti d’ ufficio. È guerra di carte bollate. Senza dimenticare che il Codacons ha pure presentato un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio contro la circolare-diktat con la quale Alfano ha chiesto ai prefetti di tutta Italia di invitare i primi cittadini a fare dietrofront sulle unioni gay e, in caso di inerzia prolungata, di depennare d’ ufficio quei matrimoni celebrati Oltralpe dai pubblici registri: «Il Tar deciderà il prossimo 27 gennaio», dicono i consumatori. TACE INVECE, per ora, il Tar della Lombardia, dove è stato depositato qualche settimana fa un identico ricorso dagli avvocati della Rete Lenford: «Speriamo che presto arrivino novità positive», hanno auspicato ieri sulle pagine del Giorno Alberto e Philippe, sposati nel dicembre 2013 nella cittadina francese di Le Mans e coniugi a tutti gli effetti per l’ Anagrafe milanese dall’ ottobre scorso. Grazie alla firma di Pisapia. [email protected]

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