Vanessa e Greta: non è colpa nostra se ci hanno rapite
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fonte:
- Il Messaggero
LE POLEMICHE VARESE Adesso Vanessa e Greta cercano un po di tranquillità, anche se le polemiche sul pagamento di un riscatto per liberarle dai loro sequestratori in Siria, dove sono state prigioniere dal 31 luglio a giovedì scorso, non accennano a placarsi. Soprattutto dopo il tweet del vice presidente del Senato Maurizio Gasparri (Forza Italia), che recitava così: «Vanessa e Greta, sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo». Travolto dalle polemiche della rete il parlamentare si è affrettato a precisare che si trattava di «una notizia trovata su un sito» e che «mi sono limitato a chiedere se era vero». Ma non è bastato. Anche perché non è la prima volta che le parole di Gasparri suscitano polemiche su Twitter. E questa volta è partito l’ hashtag GasparriFuoriDaTwitter. IL RITORNO Ieri Vanessa Marzullo, da Verdello in provincia di Bergamo, ha risposto alle critiche incassate nelle ultime ore: «Non siamo responsabili del nostro rapimento. Siamo state chiuse per cinque mesi e mezzo» in vari rifugi. Nei primi tempi, ha raccontato, ci sono state minacce di morte. E anche se non hanno subito violenze, la paura di non farcela c’ era. Per questo c’ è qualcosa che non rifarebbe. Anche se non dice cosa. Nella prigionia «l’ unico conforto» è stato essere insieme. «Ci siamo supportate a vicenda», ha aggiunto Greta, che ha passato la nottata a parlare con il fratello e ieri è stata con parenti e amici. «Dal primo secondo all’ ultimo – ha raccontato Vanessa – eravamo mano nella mano». LA TELEFONATA Da quando hanno lasciato Roma, le due ragazze non si sono più viste «ed è difficile stare lontano». Sabato sera si sono sentite al telefono per darsi la buona notte. Non si sa se hanno parlato dei titoli di giornali, delle dichiarazioni, di chi si scandalizza per l’ eventuale riscatto, delle illazioni – «da ridere» secondo papà Salvatore – sui loro presunti rapporti con i terroristi. A proposito di riscatto, il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, perchè accerti se c’ è stato un danno erariale. A difendere le due cooperanti è stata Laura Boldrini, che prima di essere eletta presidente della Camera è stata portavoce dell’ alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. «Ritengo che ci siano alcune polemiche veramente inaccettabili, insopportabili e non degne di considerazione». Secondo la presidente della Camera, «bisogna apprezzare lo slancio» di Greta e Vanessa anche se in contesti difficili «bisogna essere prudenti». «Ma in passato – ha aggiunto – si è visto come anche i più esperti possono essere sequestrati». IL RISCATTO E per salvarle si paga un riscatto. A ricordarlo è stato il deputato Ncd Fabrizio Cicchitto. «Anche il governo Berlusconi fece gli stessi tipi di interventi per salvare Luciana Sgrena, e Calipari morì per questo, e le due Simona, quindi – ha osservato – su questo terreno le polemiche di parte sono inaccettabile esercizio di ipocrisia se si pensa a come erano formati e quali maggioranze avevano i governi Berlusconi». Per ora, le due giovani non hanno alcuna intenzione di tornare in Siria: «continueremo ad aiutare da qua – ha assicurato Vanessa -. Non dimentichiamo che c’ è un massacro in corso». «Non ci arrendiamo – le ha fatto eco Greta – adesso purtroppo le cose sono andate così ma il bene va fatto e le ingiustizie vanno combattute». L. Fan. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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