Lotta al fumo, Codacons contro appello dei registi: “Hanno paura di perdere soldi delle multinazionali”
-
fonte:
- Help Consumatori
Lotta al fumo? Sì, ma lasciate stare i film. Potrebbe essere sintetizzata così la querelle degli ultimi giorni che ha per oggetto la battaglia alle sigarette: il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato una norma che vieterebbe le sigarette nei film e nelle fiction e alcuni registi italiani hanno lanciato un appello contro tale ipotesi. ” Una posizione vergognosa, immorale e al limite dell’ indecenza” commenta il Codacons che attacca: “Forse i registi hanno paura di perdere i soldi delle multinazionali del tabacco”. “Vi è una colossale letteratura scientifica che dimostra in modo incontestabile come le compagnie del tabacco abbiano investito soprattutto nel cinema e nella televisione per propagandare il tabacco, per conquistare i giovanissimi e consolidare il consumo di sigarette con danni alla salute, all’ economia nazionale e all’ ambiente. L’ OMS ha assunto una posizione chiara contro questa spudorata incentivazione al consumo di tabacco, che il Prof. Stanton Glantz promuove attraverso il programma ” Smoke Free Movies “. “Evidentemente a questi registi non sta molto al cuore la salute del proprio pubblico – risponde l’ Associazione dei consumatori, promotrice della norma contro il fumo nelle pellicole – I soggetti più inclini a sviluppare una dipendenza dalle sigarette sono proprio i principali fruitori dei loro film, ossia i giovanissimi, e oltre 80mila persone all’ anno muoiono in Italia a causa delle sigarette. Una recente ricerca condotta da due oncologi (nonché appassionati di cinema) ha rilevato che il 45% dei film usciti nelle sale nel 2010 conteneva scene di fumo, spesso senza alcuna utilità o giustificazioni ai fini della trama”. “Paragonare poi la norma sul divieto di fumo ai tragici fatti di Parigi è patetico e ai limiti del ridicolo – incalza il Codacons – la tutela della salute dei cittadini passa anche da provvedimenti che eliminano il grande equivoco prodotto dal cinema ai danni dei giovani, ossia che fumare favorisca le relazioni sociali e renda più attraenti e “fighi”, creando un pericoloso effetto emulazione. E ciò non ha nulla che vedere con la libertà d’ espressione, tirata in ballo in modo maldestro e a sproposito . Da sempre il cinema viene usato come indecente mezzo di promozione del tabacco – prosegue il Codacons – Non possiamo quindi non chiederci se dietro l’ appello dei registi italiani vi sia la paura, in un momento storico in cui i fondi per la cultura hanno subito pesanti tagli, di perdere i soldi garantiti dalle multinazionali del tabacco attraverso il fenomeno del “product placement”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
