15 Gennaio 2015

Concordia, denunciati Rina e Fincantieri

Concordia, denunciati Rina e Fincantieri

IL CODACONS ha comunicato di voler denunciare il Rina e Fincantieri per aver negato l’ accesso agli atti relativi al collaudo del generatore di emergenza e della procedura di “restart after blackout” della Costa Concordia. Il Registro Navale, secondo il Codacons, avrebbe negato gli atti, con una comunicazione, in cui veniva diffidata da Fincantieri «all’ ostensione dei documenti richiesti». Sempre secondo l’ associazione però, il Tar della Liguria, nei giorni scorsi aveva negato a Fincantieri la possibilità di tenere segreto il documento in questione. «Fincantieri e Rina – si legge in una nota del Codacons- stanno facendo di tutto per impedire a noi e ai naufraghi da noi rappresentati la possibilità di visionare i “segreti” del collaudo dei sistemi di emergenza della Costa Concordia, di quei sistemi, cioè, che avrebbero potuto permettere l’ evacuazione rapida e in sicurezza di tutti i passeggeri dopo l’ impatto con gli scogli delle Scole. Non è in alcun modo comprensibile il motivo di tanto mistero su atti che, al contrario, dovrebbero essere accessibili a tutti». «Il Codacons – conclude il comunicato – ha deciso dunque di denunciare Rina e Fincantieri alle Procure della Repubblica di Grosseto e Genova, al fine di accertare la correttezza del comportamento dei due enti. Contestualmente l’ associazione chiederà il sequestro penale del documento relativo al collaudo della Concordia, che potrebbe forse spiegare le reali cause della morte di tanti passeggeri durante in naufragio dell’ Isola del Giglio». Immediata la replica del Registro Navale che ha spiegato come «la nostra posizione è di assoluta serenità, in quanto il Rina agisce sempre nel rispetto dei tempi e dei modi previsti dalla legge, cosa che stiamo facendo anche in questa occasione». Anche Fincantieri ha risposto alle accuse dichiarando che «ha il dovere di tutelare la riservatezza dei dati e delle informazioni tecniche, frutto del lavoro e dell’ ingegno dei propri tecnici, che costituiscono il patrimonio dell’ azienda. Fincantieri ha conferito mandato ai propri legali di intraprendere tutte le iniziative necessarie a tutelare il buon nome della società». «Fincantieri – conclude la nota – è e rimane, come è ovvio, sempre disponibile alla collaborazione verso le autorità preposte».

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