Petrolio a picco, benzina sotto 1,5 euro
-
fonte:
- Il Messaggero
MERCATI ROMA L’ Arabia Saudita torna all’ attacco. L’ Opec «non è più in grado di proteggere il prezzo del petrolio». Va invece «controllata la produzione di olio di scisto», responsabile della depressione delle quotazioni. Le parole del ministro dell’ Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail Mazroui, rappresentano un’ altra picconata al prezzo del petrolio Usa sceso ieri sotto 45 dollari il barile (per chiudere a 45,89), ai minimi dal 2009, e in calo del 55% rispetto alle quotazioni dell’ estate scorsa (per la prima volta da novembre 2013 il Wti americano ha superato il Brent). Si tratta di una soglia non più così lontana dalle nuove previsioni di case d’ affari come Goldman Sachs che vedono l’ oro nero a 41-42 dollari al barile per i prossimi tre mesi. Ma soprattutto è una soglia che ha visto scattare nuovi ritocchi alle pompe di benzina, seppure a un ritmo insoddisfacente per i consumatori. La benzina è precipitata infatti sotto 1,5 euro al litro (sotto 1,4 il gasolio) per la prima volta dal febbraio 2011, perlomeno stando ai dati del ministero per lo Sviluppo che calcola una media tra servito, self e pompe bianche. Dal picco di 1,763 euro di 14 luglio 2014 la benzina è scesa del 16,5%, con la verde a quota 1,472 euro e il gasolio a 1,387 euro. Stando ai calcoli di Staffetta Quotidiana , che utilizza i prezzi in modalità self service rilevati dallo stesso ministero, nell’ ultimo anno i prezzi di benzina e diesel, tasse escluse, sono scesi del 30% e del 29%. «Un calo che si riduce della metà, al 14,5% e al 15,9%, considerando Iva e accise». Forte calo anche per il Gpl che grazie all’ accisa a sconto si mantiene molto consistente: meno 36% il prezzo esentasse, meno 28,4% alla pompa. Gli ultimi ribassi di carburante che hanno spinto a minimi record in particolare il self-service sono quelli rilevati da Quotidiano Energia : nelle aree dove la competizione tra Gdo, no-logo e full self h24 è più accesa, verde e gasolio si attestano rispettivamente a 1,33 e 1,26 euro al litro. Così gli ultimi ritocchi consigliati vanno da 1 centesimo per Esso e TotalErg a 0,5 centesimi sul diesel per Shell. Il prezzo «servito» va dunque dall’ 1,559 euro/litro dell’ Eni all’ 1,587 di Shell (no-logo a 1,429). Per il diesel si passa dall’ 1,481 euro/litro dell’ Eni all’ 1,516 di Tamoil. Il Gpl, infine, è tra 0,596 euro/litro dell’ Eni e 0,616 di Shell. Punte minime osservate nel nord Italia sul «servito»: 1,472 euro/litro per la benzina, 1,419 per il diesel e 0,554 per il Gpl. Eppure per i consumatori lo sconto sul carburante è ancora insufficiente. Il Codacons ricorda infatti «che nel 2009 con uguali quotazioni del petrolio la benzina costava 1,185 euro, con il diesel a 1,041 euro». Insomma, «un pieno di carburante costa oggi 17,85 euro in più per la verde e 20,35 euro in più per il diesel». Su un altro fronte, sempre ieri i mercati hanno visto anche l’ euro toccare il minimo degli ultimi 9 anni (1,1771 dollari). Segno che le mosse Bce sono sempre più attese. Roberta Amoruso © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AUTO MOTO
- ECONOMIA & FINANZA
- TRASPORTI
-
Tags: Benzina, carburanti, Petrolio, Prezzi
