2 Gennaio 2015

VIA LIBERA AI SALDI PIÙ ANTICIPATI CHE MAI

VIA LIBERA AI SALDI PIÙ ANTICIPATI CHE MAI

MANCA POCO. La stagione dei saldi invernali sta per partire. Quest’ anno con una novità, perché il periodo “ufficiale” degli sconti è stato anticipato a domani, 3 gennaio. Alcuni negozianti però stanno già applicando tagli sullo scontrino. Sono i cosiddetti saldi mascherati, vale a dire una forma di pre -saldi che è comparsa da pochi anni tra le prassi del commercio. In pratica, attraverso l’ invio di sms odi mail dedicate, alcuni negozi annunciano sconti speciali per pochi clienti più affezionati nei giorni che precedono l’ avvio vero e proprio della campagna di promozioni di fine stagione. Una scorciatoia molto vantaggiosa per chi vuole spuntare dei prezzi concorrenziali senza dover fare lunghe code e senza rischiare di vedersi portare via il prodotto da mettere nel carrello, ma che ha ovviamente ha provocato anche polemiche. Per molte famiglie i saldi in arrivo saranno l’ occasione giusta per acquisti a prezzi ribassati e per quelle compere che magari avevano rimandato per buona parte dell’ anno, proprio in attesa del momento dei ribassi. Il budget degli italiani rimane però ancora risicato, stretto tra tasse e preoccupazioni sul futuro lavorativo. Per il Codacons quindi la spesa media di questa stagione di saldi invernali sarà ancora magra. Niente corsa ai negozi ma solo qualche acquisto in più. L’ associazione dei consumatori ha già fatto i conti: la spesa di ogni famiglia si fermerà in media a 184 euro. L’ andamento dei saldi sarà ancora una volta negativo con una riduzione stimata intorno all’ 8% rispetto all’ anno precedente. «Le famiglie arrivano all’ avvio degli scon Il Codacons prevede 184 euro di spesa per famiglia ti di fine stagione con il portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Anticipare di qualche giorno i saldi non influirà sulla capacità di spesa dei cittadini, il cui budget da dedicare agli sconti stagionali è sempre più risicato». Allo stato attuale-spiega l’ associazione-solo il 35% delle famiglie prevede di fare qualche acquisto durante i saldi. Ma cosa c’ è da sapere per muoversi al meglio tra promozioni e ta gli di prezzo? Ogni anno le associazioni di consumatori si spendono in decaloghi e consigli utili. Come primo punto bisogna ricordare di conservare sempre lo scontrino. Molti, infatti, sono convinti che i capi in svendita non si possano cambiare. Non è così. «Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare», ricorda il Codacons. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodottoè esaurito, avete diritto alla restitu zione dei soldi (non a un buono). Per far presente il difetto ci sono due mesi di tempo e non 7 o 8 giorni come spesso viene fatto credere. Seconda regola: le vendite devono essere realmente di fine stagione. Vuol dire che la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Attenti dunque a chi mette sugli scaffali nei periodi di saldi la merce di altre stagioni e cataloghi. Il consiglio del Codacons è di stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È poi importante cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di articoli, magari anche a buon prezzo, ma dei quali non si aveva alcun bisogno. Un’ altra regola di buon senso: è bene diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto e invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nel settore dell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. È poi importante imparare a osservare negozi e vetrine. Il consiglio che arriva dalle associazioni di consumatori è di non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. C’ è da sapere poi che perla prova dei capi non c’ è l’ obbligo. È rimesso, infatti, alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. E quando si pensa di aver preso una fregatura? Può succedere. Allora il consiglio delle associazioni dei consumatori è quello di chiamare i vigili urbani, preposti a questo tipo di controlli, oltre che, ovviamente, rivolgersi ai loro sportelli. Avere le idee chiare è una regola d’ oro.
anna pezzi

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