2 Gennaio 2015

«Pericolo vivo per quei petardi rimasti inesplosi»

«Pericolo vivo per quei petardi rimasti inesplosi»

Il pericolo non si è esaurito al termine dei festeggiamenti più o meno eccessivi che hanno contraddistinto la notte di San Silvestro e, in particolar modo, il passaggio fra il vecchio e il nuovo anno. Le statistiche rivelano che, purtroppo, sia nel giorno di capodanno sia in quelli successivi è sempre concreto il rischio di farsi male a causa di quei “botti” magari acquistati clandestinamente e, in quanto non tecnicamente perfetti, rimasti inesplosi. C’ è chi vi si imbatte casualmente e chi scientemente tenta in ogni modo di farli esplodere. Un errore che può costare caro e che Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e consumatori), invita a non commettere. Ciò, magari, anche con l’ aiuto delle autorità cittadine, che nei giorni scorsi sono state invitate dallo stesso Tanasi ad emettere ordinanza che vietasse i botti di fine anno. In effetti tale invito è praticamente caduto nel vuoto, ma il segretario nazionale del Codacons sull’ argomento in questione ha voluto emettere una nota tanto breve quanto significativa per ricordare «ai genitori che molti incidenti non si verificano soltanto nella notte del 31 dicembre, ma anche nei giorni a seguire, dopo i festeggiamenti, ovvero quando i bambini raccolgono i petardi inesplosi trovati in strada o, peggio ancora, provano a riaccenderli».

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