Saldi al via dal 3 gennaio nel Lazio “Subito sconti del 30-40%”
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fonte:
- Corriere.it
Al via i saldi invernali. Sabato 3 gennaio partono gli sconti nel Lazio, dopo l’ anticipo deciso per “allineare” la data d’ inzio a quella delle regioni limitrofe ed evitare una “concorrenza” sfavorevole. I saldi riguarderanno solo a Roma circa 7.000 negozi di abbigliamento, 1.500 di calzature e articoli in pelle, circa 700 attività di tessile. “In media si applicherà uno sconto del 30-40%” fa sapere Confcommercio. L’ importanza degli sconti invernali Le attese dei commercianti non sono le più rosee. ” Negli ultimi 5 anni, quelli della crisi, si sono persi 2,2 punti percentuali di consumi. E le famiglie hanno perso l’ 11% del loro potere d’ acquisto. Quest’ anno poi, gli acquisti per i regali di Natale sono scesi del 20-30%. Quindi l’ appuntamento con i saldi invernali sarà fondamentale, anche perchè rappresentano il 30% del fatturato di ogni singolo negozio” spiega il presidente della Confcommercio Lazio Rosario Cerra. La decisione di aver anticipato la data al 3 gennaio (rispetto al 5 previsto in un primo momento), aggiunge Cerra, è fondamentale: “Il primo week end rappresenta una fotta sostanziale dell’ incasso dell’ intero periodo di saldi fino al 15 febbraio”. La spesa: 150 euro a testa Secondo Confesercenti la spesa media per i saldi dovrebbe attestarsi sui 150 euro, anche grazie ai consumi dei turisti, che negli ultimi anni hanno rivestito un ruolo sempre più importante nei bilanci del commercio di fine stagione. Scettico è però il Codacons, secondo cui l’ anticipo dei saldi invernali al 3 gennaio è una misura inutile, che non influirà in alcun modo sugli acquisti degli italiani per gli sconti di fine stagione. La spesa non supererà i 184 euro a famiglia e solo un nucleo famigliare su tre farà compere. Il decalogo del buon acquisto Ed ecco i 10 consigli anti-frodi elaborati dalle associazioni dei consumatori. 1) Conservare lo scontrino: il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Vendite (realmente) di fine stagione: la merce in “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. 3) Fare un giro prima dei saldi e annotare il prezzo; si può così verificare la reale entità dello sconto e andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Valutare l’ articolo: guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Un buon prezzo di saldo si dovrebbe attestare attorno a un 40% di sconto, viene suggerito. 6) Scegliere i negozi di fiducia, o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato.Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. 8) Prova dei capi, non è obbligatoria. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. 9) Nei negozi che espongono l’ adesivo per i pagamenti con bancomat e carte di credito, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. I commercianti hanno l’ obbligo dal giugno 2014 di accettare, per cifre superiori a 30 euro il pagamento con carte di credito o bancomat, tramite POS; 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi alle associazioni dei consumatori, oppure chiamate i vigili urbani.
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