Prezzi e qualità per ridare fiducia
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fonte:
- La Sicilia
Archiviate le spese delle festività, tra quelle per il Natale, per la notte di Capodanno e per la Befana, tra regali, vestiti, cene e viaggi, è giunto finalmente il momento di dedicarsi ai saldi invernali. La data di chiusura del periodo degli sconti è diversa da regione e regione, anche se nella quasi totalità delle città italiane si protraggono fino all’ inizio di marzo. Il consiglio è, però, quello diapprofittare dei saldi prima possibile, affinché l’ assortimento di modelli, taglie e colori sia più ampio possibile e consenta scelte migliori. itz3-Il trend. Le vendite di fine stagione sono iniziate meglio di quanto ci si aspettasse: gli operatori commerciali registrano un avvio positivo dei saldi in tutta Italia, anche se a rilevare incrementi del volume di vendite sono soprattutto i negozi dei centri storici delle grandi metropoli e delle città d’ arte. Un risultato favorito dal miglioramento meteo; ma ha aiutato anche la concomitanza con l’ Epifania, che ha portato ad un aumento del movimento, italiano e straniero, nei centri delle località turistiche. È questo il sentimento dei commercianti che risulta da un sondaggio condotto dall’ Osservatorio Confesercenti sul commercio presso gli imprenditori associati. Nei centri storici si registra un incremento degli sconti di partenza e dei flussi di clienti, anche se i consumatori italiani appaiono ancora attenti alla spesa, cercando la qualità ma guardando anche al prezzo e puntando all’ occasione. I turisti, invece, spendono in media di più. Complessivamente, le basse temperature favoriscono l’ acquisto di capi spalla (giacconi, cappotti, etc…), ma si comprano mediamente meno capi per persona di quanto si facesse prima della crisi. «Un indizio non fa una prova, ma si tratta senz’ altro di un avvio che dà fiducia al settore – commenta Confesercenti – nonostante nel commercio siano ancora ben visibili gli effetti della crisi dei consumi, iniziata ormai tre anni fa. L’ auspicio è che il trend si mantenga fino alla fine della stagione dei saldi». itz3- Rieducare al consumo. Il saldo arriva quindi a metà tra l’ immobilismo economico e la diffidenza del consumo, in un Paese che non sa quel che vuole e non sa quantificare quel che ha (e tutelarlo a dovere). In una Italia in cui la diseducazione al la finanza è elevata, anche una non educazione al consumo può essere fattore dominante in una crisi così imperniata, che coi soli saldi difficilmente riuscirà a trovare una via di fuga. Quello che c’ è da imparare dai saldi è che se il consumatore ha la consapevolezza di stare acquistando ad un prezzo equo, l’ acquisto lo fa, anche se non necessario. Non è guardare nel portafoglio che aumenterà i consumi, ma aprire la mente del consumatore e ridare a questi la fiducia in una società economica in cui il consumatore si appoggia al rivenditore ed il rivenditore al fornitore, senza rivendicazioni sugli ultimi che, spesso, si trovano a pagare l’ eccessiva pretesa fiscale o la difficoltà di un mondo d’ impresa asfissiato dai troppi costi d’ esercizio. itz3-La proposta. Saldi prima delle feste. «Ancora una volta, purtroppo, le previsioni e gli allarmi del Codacons trovano riscontro nei numeri degli esercenti. Le vendite natalizie sono andate male, con una riduzione generalizzata della spesa del 5% rispetto al 2013, e presso la grande distribuzione, secondo la Coop, i consumi sono scesi di oltre il 2%”. Ad affermarlo in una nota è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando i dati diffusi oggi dalla Coop sulle vendite natalizie e sottolineando la necessità che dal prossimo anno i saldi si svolgano prima delle feste. Il settore del commercio, sottolinea Rienzi, è da rivedere, aprendo ai saldi durante il periodo natalizio e a giorna te di sconti straordinari nei negozi come avviene negli Usa con il ‘Black Friday’. Solo così sarà possibile dare impulso alle vendite e sostenere il commercio sempre più in crisi, e in tal senso lanciamo un appello al premier Matteo Renzi affinché adotti misure ad hoc». itz3- Pandori e panettoni. Anche questi sono “in saldo” e sostituiscono ottimamebiscotti e merendine. Per tutto il mese di gennaio quasi tre italiani su cinque trasformeranno i due dolci simbolo di Natale in prodotti per la prima colazione, con un occhio al risparmio e uno al riciclo. Lo segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Passato Capodanno e trascorsa l’ Epifania, infatti, sono partiti i saldi sugli alimenti tipici delle feste e nei punti vendita della Gdo, dai supermercati ai discount, si possono comprare pandori e panettoni a prezzi davvero convenienti -spiega la Cia- con sconti che superano anche il 50 per cento e moltis sime offerte “paghi due, prendi tre”. D’ altra parte, con la crisi e il potere d’ acquisto sottoterra, le famiglie certamente non si lasciano sfuggire l’ occasione di dimezzare il budget di spesa per la colazione sottolinea la Ciasenza contare che proprio le difficoltà economiche hanno invertito la tendenza “sciupona” degli italiani, che riscoprono il riciclo degli avanzi evitando la pattumiera. “Oggi ben il 64% delle famiglie -ricorda la Cia- dichiara di aver diminuito gli sprechi alimentari nei mesi scorsi e di aver fatto ancora più attenzione a Natale, adottando trucchi in cucina per non buttare via nulla, a partire proprio da pandoro e panettoni. Che non solo diventano ottimi sostituti delle brioche la mattina, ma possono trasformarsi anche in perfette basi per torte, tiramisù, zuppe inglesi e semifreddi”. itz3-Consigli per gli acquisti. Onde evitare spiacevoli sorprese l’ associazione dei consumatori Codacons, come ogni anno, diffonde il suo decalogo di semplici regole, di consigli per gli acquisti in saldo: conservare sempre lo scontrino, i capi in svendita si possono cambiare, il negoziante è obbligato a farlo sostituendo l’ articolo difettoso. Se il cambio non è possibile perché il prodotto è finito, si ha diritto alla restituzione dei soldi, non a un buono. Per denunciare il difetto si hanno due mesi di tempo dall’ acquisto non un paio di settimane.
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