3 Gennaio 2015

Saldi contro la crisi Ma l’inizio è fiacco

Saldi contro la crisi Ma l’inizio è fiacco

MILANO Ultima spiaggia e salvagente per i piangenti commercianti, atteso approdo per gli asfittici acquirenti. I saldi post natalizi al via oggi, che valgono circa il 20% dei fatturati annui dei negozi, arrivano sempre più in anticipo: da una parte a causa della crisi, dall’ altra per la concorrenza degli acquisti online. Saldi che in Campania e Basilicata sono partiti addirittura ieri. Misure però inutili, secondo il Codacons, che prevede un calo degli vendite in saldo dell’ 8%. Per Adusbef e Federconsumatori soltanto il 36% delle famiglie acquisterà a saldo, mentre per Confesercenti la spesa media si attesterà sui 150 euro a famiglia (meno dello scorso anno) e non supererà comunque i 184 euro. Il giro di affari complessivo si dovrebbe aggirare attorno a 1,61 miliardi di euro, a causa appunto della crisi e del web, tanto che Adiconsum chiede di liberalizzare del tutto i saldi. «Sempre di più – sottolinea l’ associazione – i consumatori acquistano direttamente sul web e durante tutto l’ anno, con sconti anche il 70-80%. Sono 16 milioni gli italiani che nel 2014 hanno acquistato su Internet, per un giro d’ affari di circa 13 miliardi». Tra le grandi città a inaugurare i saldi ieri, in chiaroscuro Napoli. «Lo shopping si sta muovendo – dice Federmoda Confcommercio -. In tanti hanno affollato i negozi, ma solo in alcune zone della città». Folla sì, ma acquisti pochi tanto che per la locale Federconsumatori «solo un napoletano su 5 approfitterà dei saldi, con un budget di 100 euro a famiglia». Scenari diversi poi da regione a regione. Così se in Sicilia il Codacons prevede che soltanto il 30% delle famiglie metterà mano al portafogli e non supererà la media di 140 euro, in Lombardia è previsto che sarà del 46% la quota di chi approfitterà dei saldi, con un budget medio che passerebbe dai 128 euro del 2013 a 137 euro. Secondo la Camera di commercio di Monza e Brianza, spenderanno di più gli adulti, con un budget di 162 euro. Corsa agli acquisti soprattutto a Milano: 151 euro il budget ad acquirente, contro i 148 di Varese e i 142 di Monza. La speranza degli operatori è comunque che l’ imperante pessimismo venga in parte smentito anche perché, ricorda Confesercenti, il 2014 ha registrato la cessazione di oltre 11.700 imprese nel settore della moda, al ritmo di più di 900 negozi chiusi ogni mese. Previsioni a parte, a tutti da nord a sud le associazioni di consumatori raccomandano un decalogo antifrode. Dalla conservazione dello scontrino per eventuali reclami all’ accertarsi che le merci siano davvero di fine stagione, nonché a diffidare di sconti superiori al 50%. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
massimo iondini

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