3 Gennaio 2015

Si parte dal 30% per poiarrivare al 50% e oltreSi vende il 20% della merce

Si parte dal 30% per poiarrivare al 50% e oltreSi vende il 20% della merce

E li chiamavano saldi, un tempo. Ora, più di qualche commerciante li definisce l’ ultima spiaggia’ per far pareggiare i conti. Partono oggi le svendite di fine stagione in tutto il Veneto, con due giorni d’ anticipo rispetto alla tabella di marcia. Merce scontata ( e in alcuni casi anche scontatissima) ancora in piena stagione, dove maglioni e sciarpe si acquistano per necessità e non di certo in previsione del prossimo Natale. Ma se gli acquisti nemmeno a dicembre hanno fatto incrementare i consumi, l’ unica soluzione per i commercianti è dare il via allo sconto, scongiurando l’ abbassamento della serranda. E così in questi giorni, mentre le commesse del centro storico sono ancora alle prese con i cambi dei regali natalizi, gli occhi dei rodigini sono puntati sulle vetrine con tanto di smatphone alla mano per immortalare i cartellini dei prezzi. La caccia all’ affare infatti richiede fiuto e memoria per evitare di ritrovarsi un prezzo appositamente rialzato dopo le festività , seguito da un falso sconto. «L’ anticipo dei saldi è stato deciso dalla Giunta regionale – fa presente l’ Ascom di Rovigo – grazie alle pressioni esercitate da Federmoda Confcommercio, sono state accolte le richieste inoltrate dalla federazione della Confcommercio per una deroga alla normativa vigente che prevede l’ inizio dei saldi invernali il primo giorno feriale antecedente la festività dell’ Epifania». Una scelta fatta per questione di calendario, secondo quanto spiega l’ Ascom: «Facendoli partire infatti lunedì si sarebbero privati gli esercenti delle opportunità commerciali offerte dal weekend del 3 e 4 gennaio». Accetta ma non fa i salti di gioia per l’ ulteriore anticipo anche Confesercenti. «L’ anticipo dei saldi sicuramente porta ad un calo dei guadagni per i commercianti già piegati dalla crisi economica del momento spiega Antonella Savogin, direttrice provinciale di Confesercenti -. Ma è anche vero in questo periodo di vacche magre sono l’ unica speranza di riuscire a far muovere l’ economia della provincia, dando una boccata di ossigeno ai tanti commercianti che durante le festività hanno visto un ulteriore calo delle vendite». I consumi prenatalizi infatti non sono andati alla grande nemmeno a Rovigo, in linea con tutto il Veneto. Il 90% dei rodigini ha comunque effettuato acquisti in occasione delle feste, ma ad avere la meglio sono stati alimenti e regali destinati ai più piccoli. In questi giorni ogni famiglia spenderà in media 184 euro per acquistare merce in saldo, secondo i dati raccolti dal Codacons. Vendite che subiranno dunque un calo del -8% rispetto al precedente anno. «Allo stato attuale spiega l’ associazione solo il 35% delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante i saldi, mentre numerosi sono i negozi che già in questi giorni hanno avviato saldi mascherati, attraverso l’ invio di messaggi e mail ai consumatori con promozioni personalizzate e sconti praticati direttamente alla clientela in fase di acquisto negli esercizi». Più ottimisti invece i commercianti della città che nell’ anticipo vedono anche l’ opportunità di vendere qualche capo della nuova collezione primaverile. Uno degli effetti infatti dell’ avanzata degli sconti è la nascita di pre collezioni’ che anticipano moda e colori della prossima stagione. Intanto però, già da questa mattina, guanti e berretti scontati al 30% sono i più gettonati sulle bancarelle del mercato della Commenda. Probabilmente allo scoccare della mezzanotte del 28 febbraio, data di conclusione delle svendite, le vetrine saranno già zeppe di costumi ed infradito. Ma forse anche prima. Roberta Merlin.

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