Tutti pronti per la lotteria dei saldi
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fonte:
- Il Messaggero
segue dalla prima pagina Pur da angolazioni diverse, commercianti e consumatori mostrano aspettative simili. «Qualcosa si muove – aggiunge Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – anche perché finora molti acquisti sono stati rimandati e l’ aver uniformato la data al 3 gennaio, come nelle regioni limitrofe, è un fatto importante per il settore umbro. Nessuno si potrà lamentare che le famiglie sono andate a comprare negli outlet di Lazio o Toscana». L’ incognita resta la disponibilità delle famiglie a spendere. «Almeno nei primi giorni, comunque, ci aspettiamo un certo movimento». Anche per il Codacons, le vendite subiranno una flessione (dell’ 8%) mentre appare più contenuta la previsione sulla spesa media che si fermerebbe a 184 euro a famiglia (circa la metà del dato indicato dai commercianti, pari a 336 euro). Le intenzioni di acquisto, fa sapere la Confcommercio, si concentreranno su capi di abbigliamento, calzature e accessori, a seguire l’ intimo, seguito da articoli sportivi, pelletteria e biancheria per la casa. «Di prodotti interessanti ce ne sono – spiega Carlo Petrini, presidente provinciale FederModa Confcommercio Perugia – e il nostro auspicio è che i clienti rispondano bene: su capi copri-spalla e calzature, ad esempio, c’ è molta scelta. Certo, il tax day del 16 dicembre e le tredicesime pagate in tanti casi in ritardo hanno rallentato le vendite ma nei quattro giorni prima di Natale si è tornato a lavorare bene». A giocare a favore di questi saldi invernali anche la “data alta” scelta per dare il via agli sconti. «Il fatto di partire a feste di Natale in corso – aggiunge Carla Falcinelli – e l’ imminente Befana sono due aspetti che spingono a fare qualche acquisto in più». Secondo l’ associazione, comunque, numerosi negozi anche in Umbria hanno avviato da settimane “saldi mascherati”, inviando sms ed e-mail con promozioni personalizzate e sconti praticati direttamente alla clientela fidelizzata. Ci sono anche negozi che a prescindere dai saldi hanno optato (come consente il nuovo Testo unico regionale del Commercio) per organizzare vendite promozionali anche prima di Natale. Un modo per “anticipare” gli sconti anche se sui saldi vigono comunque regole precise (vedi altro articolo) a tutela dei consumatori che devono poter verificare lo sconto effettivo praticato e che si tratti di articoli dell’ attuale stagione. «Pur in situazioni diverse, perché le vendite promozionali ci sono state dappertutto – aggiunge Petrini – a differenza degli ultimi anni vediamo un punto interrogativo ma verso il meglio. Non credo ci aspetti una stagione dei saldi peggiore di quella dello scorso anno, visto che anche per il Natale la clientela ha comunque risposto. Bisogna considerare che rispetto a quelli estivi, i saldi invernali sono più complicati». Oggi dalle 9 si alzerà il sipario con negozi e centri commerciali della regione che da fine anno stanno lavorando su cartellini, percentuali e sull’ allestimento delle vetrine. «Come di solito in Umbria i negozi tradizionali partiranno con uno sconto medio del 30% – osserva Petrini – mentre molti esercizi in franchising esordiranno con percentuali anche del 50%. Ai consumatori consigliamo di recarsi nei negozi abituali, dove magari hanno già visto un capo che può interessarli. Dove trovano vendite straordinarie eccessive, c’ è qualcosa di poco chiaro, come ad esempio proporre sin dai primi giorni percentuali di sconto fino al 70%: i negozianti non possono permettersi saldi stracciati da subito. Altra cosa sono le vendite per fine attività o rinnovo locali che, comunque, vanno indicate tramite appositi cartelli». Intanto, per la prima volta sulla data di inizio dei saldi c’ è stata ampia convergenza e la decisione di anticiparli di due giorni, dal 5 al 3 gennaio potrebbe rivelarsi decisiva. «Una scelta opportuna», avevano da subito detto i commercianti umbri secondo i quali «imprese e consumatori hanno così la possibilità di sfruttare al meglio il fine settimana». L’ ipotesi di anticipo dei saldi era anche stata oggetto di un sondaggio tra gli operatori promosso da Federmoda-Confcommercio e anche in Umbria tale soluzione è stata ampiamente condivisa. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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