8 Gennaio 2015

Uber, la App nel mirino dei tassisti

Uber, la App nel mirino dei tassisti

di Pierluigi Morena* L’ ultimo caso in Europa si è verificato in Spagna: Uber lascia la penisola iberica. Così la popolare app di car pooling che consente di “chiamare” un’ auto con conducente semplicemente utilizzando il proprio smartphone, perde un’ altra battaglia fatta di ricorsi e carte bollate. Lo scorso 9 dicembre il tribunale mercantile di Madrid ha dichiarato illegittima l’ applicazione, la sentenza ha accolto il ricorso presentato dall’ Associazione madrilena di Taxi ordinando «l’ interruzione in tutto il territorio nazionale del servizio di trasporto». Nei mesi scorsi Milano – e altre città europee – sono state teatro di accese manifestazioni contro Uber, considerato dalla lobby dei tassisti solo l’ ennesimo galeone pirata sbarcato da Internet per gettare scompiglio nel mercato con l’ etichetta di finta innovazione. In Italia, più che altrove, le leggi e la politica sono apparsi inadeguati a governare un fenomeno figlio del progresso che ha fatto guadagnate all’ app fette di mercato nel trasporto cittadino delle grandi città. Concorrenza sleale secondo i tassisti, categoria ancorata al mondo delle licenze, delle autorizzazioni, dei turni bloccati. Un “arrotondamento” secondo gli operatori Uber, nuova classe che fa della duttilità e della praticità la propria bandiera. Intanto, nell’ incertezza normativa spesso si legge di squadre di vigili urbani sguinzagliati nelle città italiane a multare i “driver” targati Uber, talvolta su segnalazione degli stessi tassisti. Al di là delle battaglie legali, a breve qualcosa potrebbe cambiare. La Commissione Europea ha annunciato che “Smartaxi”, un’ applicazione nata da una startup finanziata con fondi comunitari, è appena sbarcata in alcune città europee promettendo di cambiare la vita dei tassisti, l’ app farebbe condividere una serie di informazioni “strategiche” che gli consentiranno di essere sempre al posto giusto, al momento giusto, risparmiando lunghe file o inutili attese. Non basta, nei mesi scorsi, l’ Unione Radiotaxi d’ Italia – a lungo tra i principali oppositori di Uber – ha annunciato il lancio di It Taxi, un’ app che permetterà agli utenti di prenotare un taxi semplicemente cliccando su una mappa – proprio come si fa con le auto Uber – e di pagare persino via Pay Pal. Una app dove clienti e tassisti si incontrano più facilmente. Il vecchio “radio taxi”, insomma, sembra appartenere oramai a un’ altra epoca, la tecnologia sta rivoluzionando il servizio, e siamo solo all’ inizio. * avvocato Responsabile sportello Ambiente Codacons Campania.
 

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