Tempa Rossa, trivelle e Ilva: battaglia legale a tutto campo di «Taranto Futura»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• Il nuovo anno si apre per il Codacons (sportello tributi) e il comitato cittadino «Taranto Futura» con un’ intensa attività di denuncia di quelle che si ritengono essere le irregolarità compiute dal Comune di Taranto. Nel mirino delle due associazioni è stavolta il servizio di imbustamento e rendicontazione della Tarsu 2010 affidato dal Comune alla società DD Management di Bari. Le modalità di affidamento scelte con determina dirigenziale dell’ Ufficio Tributi lo scorso 20 dicembre – è stato denunciato ieri in in una conferenza stampa sarebbero contrarie a quanto statuito dal Consiglio di Stato nella sentenza 4452 del 25 luglio 2011 riguardante analoghe questioni che vedevano coinvolto Poste Italiane. Il giudice amministrativo ha espressamente chiesto che per l’ affidamento di queste attività, considerate complementari a quella principale, sia svolta una gara pubblica. Nel caso del Comune di Taranto, invece, si è provveduto ad un affidamento diretto ad una società peraltro estranea ai confini territoriali, senza che ne fosse specificato il motivo. Il comitato «Taranto Futura» ha quindi presentato ieri un esposto alla Procura per far luce su eventuali regolarità nella procedura seguita. Intanto, il coordinatore del comitato, Nicola Russo, ha fatto il punto della situazione anche sulle cause ancora pendenti promosse da «Taranto Futura» e sui nuovi ricorsi che saranno presentati. Per quanto riguarda il ricorso contro Tempa Rossa, a dicembre si è svolta una prima udienza dinanzi al Tar La zio, ma, dopo la delibera sulla variante urbanistica del Comune di Taranto, sarà chiesta la fissazione di una nuova udienza finalizzata ad ottenere la sospensiva. Nel frattempo sono stati presentati motivi aggiunti in un dossier di 64 pagine. Nella causa si è costituito l’ Eni con un legale di Firenze. Anche in questo caso, come per altri ricorsi, «Taranto Futura» si riporterà all’ esposto alla Corte dei diritti dell’ uomo, nel quale è stata evidenziata la violazione del giusto processo dal momento che in cause come queste si costituisce il presidente del Consiglio, il quale, esercitando poteri di sorveglianza sui ma gistrati amministrativi, non offre garanzie di un processo in cui le parti siano tutte sullo stesso piano. Gli ultimi aggiornamenti riguardano l’ ultimo decreto Ilva varato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri. «Secondo noi – ha detto Russo – quel testo è palesemente incostituzionale perché non si può consentire ad un soggetto, in questo caso al commissario straordinario, di essere immune da ogni responsabilità penale». Quindi, come per i precedenti, anche questo decreto sarà oggetto di impugnazione. Infine, scaduti i termini per la presentazione di osservazioni all’ ipotesi di avvio delle trivellazioni in Mar Grande, il comitato si sta preparando a presentare un altro ricorso al Tar Lazio. [Sabrina Esposito]
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