Precari, riconosciuti i diritti «Avranno soldi e contributi»
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fonte:
- La Città di Salerno
I precari della scuola vanno all’ assalto dei loro diritti. E a guidare la “crociata” contro il ministero è il Codacons. Che ha già portato a casa diversi successi ma, adesso, punta al colpo grosso: vedere riconosciuto il risarcimento del danno per i precari. Già, perché in virtù della recente sentenza della Corte di giustizia europea, il ministero potrebbe essere costretto a sborsare oltre 250 milioni di euro, a tutti quei docenti non ancora in ruolo. «Abbiamo già ottenuto una ventina di sentenze favorevoli – evidenzia Matteo Marchetti, dell’ ufficio legale dell’ associazione dei consumatori – che riguardano i contratti a tempo determinato, in vigore da settembre a giugno. In questo caso siamo riusciti ad ottenere come risarcimento le differenze retributive e contributive. Adesso, però, si apre un nuovo capitolo, che riguarda il risarcimento del danno subito». Proprio per questo si preannuncia una marea di ricorsi collettivi o la riproposizione, in appello, del nuovo risarcimento, per coloro che hanno visto già riconosciuti i lori diritti. E’ il caso di diversi docenti salernitani che, proprio attraverso il Codacons, hanno avuto giustizia in diversi tribunali della provincia, a partire da quello di Salerno. E tra di loro c’ è anche la salernitana Annaluce Annunziata, una vita da precaria, di corsa da una parte all’ altra della regione, nelle sedi più disagiate, là dove nessuno ambiva ad andare, per poter realizzare il suo sogno d’ insegnare. Trentanove anni, di cui 12 trascorsi a rincorrere speranze, Annunziata s’ è vista riconoscere i suoi diritti economici. Non sa ancora quanto le spetterà, ma per ora la soddisfazione di aver avuto ragione è come moneta contante. La pattuglia dei precari salernitani in cerca di giustizia, tuttavia, potrebbe diventare ben più nutrita, in virtù anche dei nuovi risvolti e delle indicazioni europee. «La Corte di Giustizia europea – spiega Marchetti – ha sancito come la normativa italiana, sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola, sia contraria al diritto dell’ Unione. Evidenziando, tra l’ altro, come il rinnovo illimitato di questa procedura, per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali, non sia giustificato». Perciò dal Codacons stanno partendo migliaia di ricorsi al Tribunale del lavoro «per far ottenere – aggiunge Marchetti – ai docenti e al personale Ata non solo il riconoscimento del diritto all’ immissione in ruolo, ma pure il pagamento delle differenze retributive, anche a titolo di risarcimento del danno, compreso il danno non patrimoniale». Gaetano de Stefano ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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