Per il codacons le spese generali sono scese del 5%
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fonte:
- Italia Oggi
Arrivano segnali contrastanti dalla spesa degli italiani nel corso delle festività natalizie. Se da un lato sembra essersi fermato il calo dei consumi alimentari, dall’ altro continua la contrazione delle spese nel periodo natalizio, segno di un perdurare della crisi, che non sembra vedere una soluzione. Secondo un’ indagine condotta da Coldiretti e Ixè, la spesa per cenone e pranzo di Natale ha raggiunto i 2,35 miliardi di euro (+2%). Nove italiani su dieci (87%) hanno trascorso la festa a casa con parenti o amici e sulla tavola a prevalere è stato il Made in Italy: quasi scomparsi i cibi esotici e fuori stagione, che hanno lasciato il posto a bollito, pollo arrosto, cappelletti in brodo, pizze rustiche e dolci fatti in casa. Record per il tempo trascorso in cucina per la preparazione dei piatti: in media, 3,5 ore. La spesa stimata dalla Coldiretti è stata di 900 milioni di euro per pesce e carni, compresi i salumi, 400 milioni di euro per spumante, vino e altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone e pandoro, 350 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni di euro per formaggi e uova. Appena l’ 8% degli italiani si è invece recato al ristorante, mentre il 3% ha preferito gli agriturismi, in crescita rispetto allo scorso anno. Tuttavia, secondo un rilevamento del Codacons, Natale 2014 si è chiuso con una riduzione generalizzata dei consumi del 5% rispetto allo scorso anno. I consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Sono andate male, in particolare, le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiani hanno tagliato le spese di Natale per 8,2 miliardi. Secondo Adusbef e Federconsumatori, gli italiani, quest’ anno, «hanno speso 3,142 miliardi, pari a – 6,2% rispetto al 2013, con una spesa media per famiglia di 126 euro. Secondo l’ Osservatorio nazionale Federconsumatori, «dai dati emersi, si riconferma purtroppo il dato previsionale e si registra il drammatico calo delle spese per regali di Natale». La spesa media per famiglia, secondo la rilevazione è stata di 126 Euro. I settori più penalizzati sono stati mobili, arredamento ed elettrodomestici, -14,4%, e turismo, che registra una contrazione del 12,4%. Male anche l’ abbigliamento e calzature (-8,3%), l’ elettronica di consumo (-4,9%), il settore profumeria e cura della persona (- 3,9%). Neanche il settore dell’ editoria registra quest’ anno il segno positivo rispetto allo scorso anno (unico settore che registrava un andamento positivo), pur in presenza di forti promozioni e a prezzi comunque contenuti. Continuano a impressionare i dati relativi al settore alimentare e dei giocattoli, vale a dire i comparti generalmente più «gettonati» durante le festività natalizie che registrano rispettivamente un calo del -0,9% e del -0,8%, mentre meno meraviglia desta il dato dei Tecnologici anche per i prezzi comunque elevati dei singoli prodotti. Secondo le due associazioni, «tra gli elementi che hanno pesato maggiormente sulla crisi dei consumi di Natale, oltre al già infimo livello raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie», c’ è l’ aumento della disoccupazione, la difficoltà di molte piccole imprese che hanno rinviato ad altra data, l’ erogazione delle tredicesime mensilità, la «stangata» di fine anno sulla casa che le famiglie hanno dovuto pagare tra Tasi, Tari e rata riscaldamento, una cifra intorno a 894 euro. «È evidente», hanno sottolineato i presidenti delle due associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, «che di fronte a una situazione simile, il governo non può rimanere inerte, deve avviare al più presto misure mirate per stimolare una ripresa della domanda di mercato e degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, fondamentali per rilanciare l’ occupazione, soprattutto quella giovanile, insomma un vero e proprio Piano straordinario per il lavoro». © Riproduzione riservata.
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