27 Dicembre 2014

Centinaia di famiglie a rischio sfratto 

Centinaia di famiglie a rischio sfratto 

mercoledì prossimo scade la proroga di un anno all’ esecuzione decisa nel 2013 dal governo.Centinaia di famiglie aretusee rischiano di perdere la casa e di ritrovarsi a vivere sotto un ponte. Basti pensare che sono oltre 500 le ordinanze di sfratto esecutivo in tutta la provincia. Un numero che al momento non sembra destinato a subire aumenti sostanziali, perché i dati si sono registrati dal 2010 con un incremento pari a quasi 100 sfratti all’ anno. E oltre il 70% di sfratti avviene tra privati: proprietario e affittante. Una denuncia che arriva oggi dalle categorie di consumatori, dai sindacati e dai patronati anche perché a giorni – entro mercoledì – scade la proroga di un anno all’ esecuzione degli sfratti decisa lo scorso anno dal governo. «Dal primo gennaio diverranno esecutivi gli sfratti a migliaia e migliaia di utenti», dice il presidente Codacons, Carlo Rienzi. «Si tratta di famiglie, anziani, invalidi e persone malate che, a causa della crisi economica e della situazione di indigenza in cui versano, non riescono più a pagare gli affitti». «L’ emergenza abitativa in Italia continua a crescere in modo vertiginoso – prosegue Rienzi – e nel 2013 gli sfratti sono stati 31.399, con un incremento del 7,7% rispetto all’ anno precedente. Negli ultimi 5 anni il totale degli sfratti ha raggiunto quota 332.169, di cui 288.934 per morosità. E per il 2014 si prosegue al ritmo di circa 150 sfratti al giorno». Il Codacons rivolge quindi un appello al governo affinché «si attivi – tramite un decreto di proroga all’ esecuzione degli sfratti – per evitare che migliaia di anziani, disabili, malati e famiglie con reddito inferiore ai 27mila euro finiscano in disgrazia». In Provincia di Siracusa – secondo il Sunia Cgil – per evitare che il fenomeno diventi allarmante è necessario un tavolo di confronto immediato con le istituzioni. «Bisogna porre attenzione – dice Salvatore Zanghì, segretario Sunia – affinché non diventi una vera e propria emergenza sociale. Per questo, da tempo ho chiesto un incontro con prefetto, questore, rappresentanti dei 21 Comuni e magistratura della provincia per pianificare una serie d’ interventi – da quelli basati sulla legalità a quelli legati al controllo degli immobili liberi affinché non vengano occupati abusivamente. Ma anche e soprattutto per una politica nuova che punti a realizzare una rete tra gli enti coinvolti, i cittadini che possiedono immobili da affittare e i bisognosi. L’ idea è quella du un protocollo d’ intesa per gli affitti a costo calmierato, e anche per la ristrutturazione di edifici di proprietà comunale da locare ai senza tetto. Ritengo che i mezzi per superare le difficoltà di tante famiglie siracusane non manchino, basti pensare alle soluzioni adottate in altre città o in altri Paesi della comunità europea». «E poi oramai – continua Zanghì – servono risposte immediate, anche perché assistiamo a un aumento delle famiglie colpite da un’ ordinanza di sfratto. Dalle nostre indagini, risulta che purtroppo continua a influire la perdita di lavoro di tante persone che non riescono più a pagare l’ affitto a fine mese. Pertanto, per molti di loro si dovrebbe ricorrere al fondo della legge 28/05, ov vero la morosità incolpevole data da licenziamento, cig, riduzione dell’ orario di lavoro, rinnovo del contratto da tempo indeterminato a termine o atipici». «La Regione – prosegue – ha un fondo per questi casi che ammonta a 836 milioni di euro: se sollecitata dagli enti, potrebbe essere utilizzata anche per gli aretusei che non riescono a pagare l’ affitto. Molti di questi hanno una grave morosità (7-9 mesi), anche se la percentuale più alta è di quelli che non pagano gli affitti mediamente dai 3 ai 6 mesi. Il fondo regionale è utilizzabile a favore di chi è indietro nei pagamenti di un solo mese. Ma tuttora non è chiaro come mai questa opportunità resti bloccata nei cassetti di Palermo. Considerata l’ importanza del problema, sarebbe opportuno che la deputazione si occupasse soprattutto di dare e offrire risposte agli indigenti». Tra le famiglie siracusane che aspettano una risposta per l’ ottenimento di una casa popolare, ha destato scalpore la vicenda che riguarda la famiglia di Salvatore Correnti, il siracusano che dopo tanti anni di attesa, vinta la graduatoria per l’ assegnazione di un alloggio, l’ ha trovato occupato. Salvatore da tre mesi aspetta che la stessa dea bendata che gli aveva sorriso si ripresenti a lui ancora una volta, ma con in mano le chiavi di casa. «Purtroppo – assicura l’ assessore alle Politiche abitative, Liddo Schiavo – non abbiamo fatto i conti con l’ occupazione abusiva di un altro nucleo familiare altrettanto bisognoso. Comunque, per ciò che ci compete abbiamo notificato un’ ordinanza di sgombero esecutivo. Adesso la parte pratica spetta alla polizia municipale. Infatti gli agenti stanno lavorando per verificare la presenza di abusivi negli immobili popolari». Ma la questione non è semplice, anche perché la famiglia che ha occupato illegalmente l’ alloggio ha tra i suoi componenti un disabile e una donna incinta. «In casi particolari come questi – dice il comandante Salvatore Correnti, omonimo del capofamiglia destinatario della casa – bisogna agire con cautela, valutare caso per caso e analizzare le eventuali soluzioni, rivolgendosi alla magistratura. Gli assegnatari devono entrare in possesso del bene che loro spetta, ma è pur vero che la situazione della famiglia abusiva presenta elementi di profondo disagio». ELEONORA ZUPPARDI

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