Meno soldi per i regali Per il cenone però non si è badato a spese
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
Meno soldi per i regali Per il cenone però non si è badato a spese
Federica Montanelli La crisi continua a consigliare prudenza ai cosentini nelle spese destinate alle feste. Natale è stata soprattutto una festa trascorsa in casa. Con più tempo trascorso a tavola, consumando prodotti rigorosamente locali. Secondo il Codacons, tra alimenti e bevande le famiglie del Cosentino hanno speso circa il 3% in più rispetto allo scorso anno. I consumatori hanno deciso, infatti, di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis regali, addobbi e spostamenti – passeggiate ed escursioni limitate a pochi chilometri da casa – senza contrarre i consumi alimentari tipici del Natale che, invece, sono apparsi in lieve salita rispetto a quelli del 2013. La parte del leone l’ hanno fatta, soprattutto, carne, pesce, spumanti e vini. Un’ indagine di Coldiretti ha rilevato che il budget a famiglia quest’ anno è stato di 199 euro. Si è cercato di tagliare sul costo del singolo regalo piuttosto che diminuire il numero dei beneficiari. Per questo molti cosentini hanno deciso di risparmiare preparando doni “fai da te” per parenti ed amici. C’ è chi si è dato al cucito confezionando tovagliette o cuscini, chi con il legno o il compensato ha creato soprammobili in tema natalizio, chi ha intrecciato alla buona i ramoscelli – sfidando le costose vetrine dei negozi – per formare le classiche corone da appendere fuori della porta. Gran parte dei creativi ha dato sfogo alle proprie idee in cucina sostituendo i prodotti già confezionati di forni e pasticcerie con quelli propri. Crocette di fichi secchi, turdiddri, scaliddre, susamelle, pitta ‘mpigliata: si è assecondata la crisi, ma senza rinunciare del tutto alle delizie nostrane che, opportunamente confezionate e infiocchettate, hanno portato un sorriso sul volto di chi le ha ricevute. «Basta il pensiero – ha dichiarato il proprietario di una nota pasticceria del corso – e se ha richiesto impegno e dedizione, allora il pensiero vale di più, anche se costa di meno». La quasi totalità dei cosentini – il 95% – ha trascorso, dunque, il Natale in casa con i parenti possibilmente più ristretti. Solo il 5% ha optato per cenoni e pranzi al di fuori delle mura domestiche (sarà così anche per le prossime ricorrenze del Capodanno e dell’ Epifania). Sogni, speranze, desideri non solo nutrite dagli adulti. Sono state, infatti, moltissime le letterine che i bambini hanno inviato a Babbo Natale. Tra i desideri più richiesti c’ è stato «un lavoro per mamma e papà». In generale, le famiglie nella Notte Santa hanno scartato regali per un valore inferiore al 5% rispetto allo scorso anno. Uno su tre – ha sottolineato la Coldiretti – ha speso in regali meno di cento euro, circa la metà (45%), tra i cento ed i duecento euro, mentre una minoranza del 21% più di duecento euro. In pochi, poi, hanno rinunciato del tutto a fare regali. Si sono rivelate più contenute le richieste: il 54% dei cosentini ha “chiesto” di trovare sotto l’ albero qualcosa di utile, solo il 19% ha sognato un regalo sfizioso che non si poteva permettere. Il 24% ha, invece, regalato un oggetto che già possedeva e che non aveva utilizzato (via libera al riciclo). Tra i regali più richiesti capi di abbigliamento, accessori e libri, mentre molto apprezzati sono stati i prodotti alimentari nei tradizionali cesti. Più in generale al sud, il Natale si è rivelato ancora sottotono per i numerosi lavoratori di settori in crisi, per chi attende ancora risposte e per chi confida in un anno concreto. Alla fine, le feste saranno solo una tregua in attesa della grande mobilitazione annunciata dai sindacati per l’ inizio del nuovo anno.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
