23 Dicembre 2014

Il Codacons valuta la propensione alla spesa degli umbri.

E’ un Natale con meno regali Ma per il cibo non c’ è crisi
Il Codacons valuta la propensione alla spesa degli umbri.

PERUGIA NONOSTANTE il crollo dei consumi, la crisi economica e il segno meno per il comparto del commercio, come di recente segnalato anche dall’ indagine Excelsior di Unioncamere, le famiglie dell’ Umbria restano fedeli alla tradizione e non rinunceranno al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale. Lo afferma il Codacons, che ha monitorato la propensione alla spesa alimentare per questa tornata festiva 2014-2015. Ecco qualche numero e la «mappa» delle preferenze sul carrello della spesa. «Tra alimenti e bevande, le famiglie della regione spenderanno complessivamente circa 40 milioni di euro per il pranzo del 25 e il cenone della Vigilia, circa il 3% in più rispetto allo scorso anno spiega l’ associazione . I consumatori durante queste festività hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali, gli addobbi e gli spostamenti, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che appaiono in lieve salita rispetto a quelli del 2013». MA QUALI sono i prodotti più gettonati? «La parte del leone riferisce l’ indagine la faranno carne e pesce, per i quali si spenderanno poco più di 14,9 milioni di euro; 7,4 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie pagheranno complessivamente circa 6,7 milioni di euro». DUNQUE CONSUMI in lieve salita per la spesa, ma in discesa alla voce «intrattenimento fuori casa». Per quanto riguarda infatti ristoranti e pubblici esercizi, la quasi totalità dei cittadini (il 95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per cenoni e pranzi fuori delle pareti domestiche. Capitolo saldi: anche il Codacons torna sulla necessità delle svendite anticipate a prima di Natale. I bilanci sempre più magri delle famiglie, secondo le associazioni dei consumatori, non permettono grosse manovre di spesa. Gli sconti aiuterebbero lo shopping natalizio e il rilancio dei consumi. Silvia Angelici.

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