Eccidio di Santa Cecilia i parenti chiedono i danni
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fonte:
- Il Centro
di Giuseppina Gherardi FRANCAVILLA Settantuno anni dopo l’ eccidio di Santa Cecilia, con 20 persone trucidate dai nazisti, Codacons e Comitato Ricerche Storiche promuovono la costituzione di un comitato parenti delle vittime per chiedere il risarcimento danni alla Germania. Il 30 dicembre prossimo cadrà il 71° anniversario dell’ eccidio dei civili inermi, trucidati per rappresaglia dai tedeschi nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale. I martiri francavillesi furono uccisi per vendicare la morte di un soldato tedesco, in numero doppio rispetto al rapporto di 10 a uno previsto dalla legge sulle rappresaglie di guerra. Quest’ anno, oltre a onorarne la memoria con i tradizionali riti commemorativi – la messa, la rievocazione e la deposizione di una corona d’ alloro – il presidente del Comitato Ricerche storiche, Giuseppe Iacone, e il coordinatore provinciale Codacons Chieti, Vittorio Ruggieri, propongono l’ istituzione del comitato dei parenti delle vittime. «L’ eccidio di Santa Cecilia rappresenta l’ episodio più drammatico della storia della nostra città», dichiara Iacone. «Ricordarlo è doveroso sia in rispetto della memoria dei nostri concittadini trucidati, sia perché la celebrazione diventi monito per le nuove generazioni affinché episodi simili non si ripetano più». «Una recentissima sentenza della Corte Costituzionale ha riconosciuto il fondamentale diritto delle vittime di crimini di guerra e contro l’ umanità ad agire in giudizio per ottenere un risarcimento», fa presente Ruggieri, «bloccando ogni possibile immissione nell’ ordinamento italiano di norme internazionali in grado di compromettere i principi supremi della nostra Costituzione. Vogliamo costituire un comitato dei parenti delle vittime, per intraprendere una mega azione di risarcimento danni nei confronti della Germania. Il massacro di Santa Cecilia rappresenta la pagina più triste e nera della nostra storia, visto che sono state violate anche le norme di guerra. Si tratta quindi di chiedere giustizia per un crimine che è rimasto impunito per troppi anni». I martiri: Rocco Matricardi (16 anni), Mario Rapini (17), Michele Sciulli (18), Dioniso Galasso (18), Antonio Di Franco (20), Ugo Iacone (20), Arturo Meschini (20), Pietro Leonzio (22), Leandro Leonzio (22), Giuseppe De Medio (65 anni) e il figlio Pietro (32 anni), Antonio Di Meo (35 anni), Roberto Ferraiolo (47), Sebastiano Germano (40), Pantaleone Ippolito (32), Giuseppe Matricardi (34), Pasquale Verzella (41), Armando Vichi (45), Raffaele Zuccarini (35), Giovanni Zulli (43). ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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