Natale, la crisi morde forte
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fonte:
- La Sicilia
Acquisti in sordina. senza fare sfracelli. senza spendere grosse cifre. La gente, in questi giorni che precedono il Natale, preferisce non dissanguarsi. Anche se alcuni esercizi commerciali hanno scelto la strada dei prezzi sottocosto, e vi sono anche negozi che stanno praticando saldi sottobanco, i consumatori non hanno preso d’ assalto i negozi. Forse aspettano la vigilia del Natale e poi la giornata del 3 gennaio. Ad ogni modo già ieri, tra via Ruggero Settimo, via Roma ed il Cassaro, abbiamo notato un certo fervore tra i consumatori. Gente che ha cominciato a dare un’ occhiata alla vetrine addobbate, a caccia di qualcosa di conveniente da acquistare. Intanto sul fronte della lotta alle frodi, Guardia di finanza e polizia municipale hanno avviato controlli per sanzionare gli eventuali trasgressori delle norme che regolano i saldi. Intanto, il Codacons ha diffuso una nota in cui sottolinea che l’ anticipazione dei saldi invernali al 3 gennaio non aiuterà i consumi. «È una misura inutile. Le famiglie – afferma Francesco Ta nasi, segretario nazionale Codacons – arrivano all’ avvio dei saldi di fine stagione con il portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno. Anticiparli di qualche giorno – continua – non influirà sulla capacità di spesa dei cittadini, il cui budget da dedicare agli sconti stagionali è sempre più risicato». «L’ anticipo non è mai una cosa positiva, è segno della crisi», commenta, dal canto suo, il presidente di Confesercenti Palermo, Mario Attinasi, che, invece, vede con favore «gli elementi di accoglienza cittadina come le isole pedonali, il servizio dei bus navetta e gli eventi culturali nel centro città. Possono funzionare come fenomeno attrattivo – spiega – e incentivare gli acquisti. Ma occorre un impegno ancora maggiore da parte del Comune affinché contribuisca a creare in città gli stessi servizi offerti dai centri commerciali, altro spauracchio, oltre alla crisi, per i piccoli negozi». Intanto, le prime stime del Codacons sulla propensione all’ acquisto da parte dei consumatori confermano una momentanea flessione; e non va meglio la previsione sull’ andamento dei prossimi saldi, con un calo delle vendite compreso tra il -10 e il -12 per cento rispetto allo scorso anno e una spesa che non supererà i 140 euro a famiglia. Se, dunque, si riducono i consumi in quello che dovrebbe essere il periodo d’ oro per le vendite, dicembre, «praticare gli sconti subito dopo le festività è – a maggior ragione – una scelta suicida per il settore del commercio», dice ancora Tanasi. In questo scenario, una soluzione per risollevare un simile trend negativo potrebbe essere allora quella di liberalizzare i saldi così da permettere ai commercianti di praticarli anche durante le festività natalizie e ai cittadini di concedersi qualche regalo in più. Insomma, per il momento la crisi potrà anche regalarci un Natale povero, ma non potrà toglierci l’ emozione e il valore della festa, questi, sì, gratuiti ma preziosi.
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