18 Dicembre 2014

Orfini: «Il prefetto fa troppe interviste»

Orfini: «Il prefetto fa troppe interviste»

Mafia capitale, nuovo capitolo. Matteo Orfini, il commissario del Pd romano, ha attaccato il Prefetto su Twitter: «Fa più interviste di Sal vini». Dal social network, il commissario dem ha rincarato: «Tra le tante curiosità della situazione romana c’ è anche quella di avere un prefetto che fa più interviste e dichiarazioni di Salvini». Ma parla anche Salvatore Buzzi dominus della cooperativa 29 giugno e considerato braccio operativo di Massimo Carminati per quanto riguarda gli affari con la politica. Difendendo la sua posizione davanti al giudice del riesame Buzzi dice: «Non ho commesso alcun illecito con Carminati, che ho conosciuto solo nel 2012. Non è questione di mondo di sotto o mondo di sopra, ma di destra e sinistra». Il professore Alessandro Diddi, legale di Salvatore Buzzi, coinvolto nell’ indagine su Mafia Capitale, ha chiesto ai giudici del tribunale del riesame, previa l’ esclusione della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, di annullare l’ ordinanza d’ arresto o, in alternativa, previa l’ eliminazione dell’ aggravante dell’ artico 7, una misura cautelare meno afflittiva della custodia in carcere. «Con riferimento alle notizie che circolano in queste ore relativamente a Salvatore Buzzi che avrebbe fatto il nome di Francesco Rutelli, smentisco categoricamente che il mio assistito durante le dichiarazioni spontanee rese al Tribunale della Libertà, abbia anche solo lontanamente fatto riferimento all’ onorevole Rutelli. Il mio richiamo è anche nei confronti di quanto riportato oggi da Libero, circa i miei accenni alla Giunta Rutel li: si tratta di una personale e fantasiosa interpretazione del giornalista». Intanto il Codacons lancia un’ azione collettiva per la costituzione di massa dei cittadini nel procedimento relativo alla vicenda della mafia nella Capitale. «Gli utenti romani sono stati palesemente danneggiati dagli illeciti contestati dalla magistratura, attraverso una alterazione nell’ assegnazione degli appalti e un uso distorto dei soldi pubblici Per tale motivo i cittadini, ma anche le aziende ingiustamente escluse dagli appalti, possono oggi agire per costituirsi parte offesa nel procedimento penale, e avviare così l’ iter per ottenere il giusto risarcimento danni nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili dei gravi illeciti a danno della collettività». Il Codacons invita «tutti i residenti della capitale a scaricare l’ apposito modulo di costituzione sul sito www.codacons.it e far valere i propri diritti per anni calpestati da soggetti senza scrupoli». Anche Confindustria si costituirà parte civile. L’ obiettivo, ha spiegato, è «tutelare la reputazione delle imprese e la leale concorrenza sul mercato e ribadire così l’ impegno di Confindustria per il rispetto dei valori cruciali di legalità e correttezza nei rapporti economici».
 
 

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