SCANDALO FORMAZIONE LA REGIONE PARTE CIVILE
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Maria Paola Cosentino si è riservata di decidere. Ha fissato a venerdì 30 gennaio il termine ultimo per il deposito delle memorie. La prossima udienza fissata per martedì 10 febbraio. Umberto Triolo …L’ assessorato dell’ Istruzione e della Formazione professionale della Regione Sicilia ha chiesto di essere ammesso come parte civile nel processo sulla presunta associazione finalizzata alla truffa aggravata, per il conseguimento di erogazioni pubbliche, che operava nella formazione professionale a Catania. Nel ciclone sono finiti in 34 con a capo Giuseppe Saffo, indicato negli atti come promotore e organizzatore dell’ illecita associazione. Ieri davanti al gup Ma ria Paola Cosentino, che si sta occupando della vicenda giudiziaria scaturita in seguito all’ operazione “Pandora” portata avanti dalla Procura etnea con i pm Giuseppe Gennaro e Alessandro La Rosa, si è presentato l’ avvocato Giuseppe Zito che ha formalizzato la richiesta. Le medesime richieste sono state presentate da parte dell’ Anfe nazionale, con gli avvocati Fausto Maria Amato e Antonella Mazzola, e da altri 10 dipendenti degli istituti incriminati. Si tratta dell’ Anfe, l’ Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati, l’ Iraps, l’ Istituto di Ricerche e Applicazioni Psicologiche e Sociologiche, l’ Anfes, l’ Associazione Nuove Famiglie degli Emigrati Siciliani, e l’ Issvir, Istruzione Servizi Sport Volontariato Italiano e Regionale. I legali incaricati dall’ Anfe hanno motivato la richiesta di essere parte nel procedimento considerato “il danno morale derivato all’ immagine dell’ Ente da tutti i fatti rea to” contestati. Durante la precedente udienza del 28 ottobre scorso a chiedere di essere ammessi come parte civile erano stati il Codacons, con l’ avvocato Isabella Altana, e circa 20 dipendenti degli istituti. Proprio i lavoratori avevano lamentato l’ assenza della Regione che nei mesi precedenti, da parte sua, aveva risposto di non potere adempiere ad alcuni pagamenti degli arretrati in quanto l’ assessorato regionale risulta a credito, di somme che superano anche i 10 milioni di euro, nei confronti degli Enti che attualmente sono sotto l’ esame del gup. Enti nei confronti dei quali gli inquirenti hanno riscontrato presunte irregolarità nella gestione dei denari provenienti dall’ Unione Europa tramite la Regione Sicilia, rivolti teoricamente ai corsi di formazione professionale che, invece, prendevano strade differenti. Con il supporto di alcune ditte com piacenti, secondo gli investigatori, apparivano “fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti utilizzate al fine di giustificare costi di gestione fittizi ovvero gonfiati nonché ottenerne i rimborsi”. Per potere esaminare tutte le richieste di ammissione come parte civile, ieri il gup ha fissato il termine del 30 gennaio 2015, data entro la quale i legali dovranno depositare le memorie scritte, e rinviato per scio gliere la riserva alla prossima udienza. Intanto in aula tutti gli avvocati con in testa il presidente dell’ Ordine di Catania, Maurizio Magnano Di San Lio, hanno fatto presente le difficoltà ad operare in spazi assai ristretti considerato il numero di soggetti interessati al procedimento. In queste condizioni “non è possibile – ha detto Magnano Di San Lio- esercitare il diritto di difesa. Non è possibile nemmeno interloquire. Se ha un sen so la difesa, occorre cambiare aula”. Per fare presente tale necessità, il presidente dell’ Ordine degli avvocati di Catania ha anticipato che trasmetterà copia del verbale dell’ udienza al presidente del Gip e al presidente del Tribunale di Catania. “Non è possibile – ha proseguito – intervenire alla presenza di colleghi che non possono neanche posare sul tavolo il fascicolo e verificare” quanto è contenuto negli atti. (*UMTR*)
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