13 Dicembre 2014

Contrordine: fuori il Codacons

Contrordine: fuori il Codacons

dal processo – in abbreviato – a due consiglieri regionali sull’ utilizzo del fondi riservati ai gruppi. Il motivo? «L’ associazione di tutela dei consumatori punta a ottenere una molteplicità di scopi espressi in modo del tutto generico e che riguardano un ventaglio talmente ampio e variegato di obiettivi da non consentire di affermare che quello invocato nel presente procedimento», il “diritto alla trasparenza e buon andamento delle pubbliche amministrazioni e l’ impegno nel contrasto agli abusi e principali reati” contro le stesse, «costituisca» il suo «interesse esclusivo e prevalente». Dunque, «in capo» al Comitato «non può ravvisarsi una situazione giuridica soggettiva suscettibile di tutela con l’ azione risarcitoria» nel processo in corso: quello che vede sotto accusa per peculato gli ex consiglieri regionali Carlo Sanjust e Onorio Petrini, Pdl. Così ieri il gup Ornella Anedda ha escluso il Codacons come parte civile. Significa che l’ associazione non può rappresentare gli interessi della popolazione in questa causa, come invece sostenuto dai legali Paolo Pilia e Veronica Dongiovanni. Però questa decisione è opposta a quella presa nel filone dibattimentale riguardante Mario Diana, ex capogruppo del Pdl in Consiglio, anch’ egli imputato di peculato nell’ ambito della stessa indagine condotta dal pm Marco Cocco. In quel caso il Tribunale ha accolto la richiesta degli stessi avvocati e consentito al Codacons di entrare a far parte del processo come parte lesa che potrà formulare le proprie domande a partire dall’ udienza del 6 febbraio. Il gup Anedda 24 ore fa, invece, ha fatto sue le tesi dei difensori Carlo Amat e Francesco Marongiu, secondo i quali per essere parte civile serviva un diritto soggettivo e non diffuso, tanto che in altri procedimenti (Costa Concordia, TyssenKrupp, Parmalat, Quirra) era stata respinta un’ identica domanda. Il giudice ha spiegato che «è necessario dimostrare che il sodalizio è portatore di interessi locali specifici e differenziati» così che «la lesione a essi eventualmente arrecata incida in maniera concreta» su quell’ interesse. In questo caso, «al di là del semplice inserimento tra le finalità statutariamente previste, peraltro in maniera generica», di quegli interessi, «non risulta in alcun modo» nulla di tutto ciò. Neanche «la concreta operatività» del Codacons «in tali settori». Il gup ha anche respinto la richiesta di revoca del decreto di giudizio immediato emesso contro gli imputati per una presunta nullità ipotizzata da Marongiu e Amat e dagli avvocati Giancarlo Mereu e Mauro Garau (difensori di Petrini). La Cassazione aveva annullato l’ arresto di Sanjust «per un vizio formale» mentre l’ imputazione di Petrini è «chiara e analitica». Udienza il 6 marzo. Si dovrebbe decidere anche sul patteggiamento di Riccardo Cogoni, che avrebbe fornito fatture false a diversi gruppi in Consiglio. I legali Massimiliano Ravenna e Anna Maria Busia hanno concordato col pm 18 mesi. Andrea Manunza.

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