15 Dicembre 2014

Acquisti con WellToGet per fronteggiare la crisi

Acquisti con WellToGet per fronteggiare la crisi

Si parla tanto di crisi, con imprese che chiudono, posti che si perdono e famiglie che vanno sempre più alla deriva. Poi però c’ è anche qualcuno che cerca di rimanere a galla magari inventando praticamente daccapo un nuovo lavoro. Due esempi del nostro territorio li hanno dati Giovani Cafaro, meglio noto come “il codista”, e la famiglia Liguori formata da Alfonso, Gina e quattro vispi bambini. Cafaro, laureato in Scienze della comunicazione a Salerno e poi trasferitori subito a Milano in un’ azienda di marketing, un giorno viene licenziato e decide di approfittare di una delle più grandi seccature di questo paese: le code agli sportelli. Lo sveglio 40enne si fa così “ingaggiare” per perdere ore preziose dietro le interminabili file alle poste o in qualche altro ufficio pubblico o privato che sia. Il tutto ricevendo una commissione per il servizio reso. Dall’ altra parte invece, la famiglia Liguori: entrambi licenziati dalla catena Eldo, in questi mesi in fase di liquidazione, il duo si è dovuto reinventare uno stile di vita. Come? Semplice: hanno semplicemente approfittato delle tantissime offerte di sconti, bonus, coupon, voucher e chi più ne ha più ne metta che possono facilmente trovarsi su internet. Pochi click, qualche email ed il gioco è fatto: tenore di vita più che soddisfacente, quattro bambini felici e almeno il 50 per cento di spese in meno al mese. In attesa, ovviamente, di un lavoro… (e.d’ a.) Risparmiare e contemporaneamente far girare l’ economia a quanto pare si può, grazie ad un semplice ma quanto mai efficace progetto tutto salernitano chiamato WellToGet. A differenza di altre piattaforme o siti come il già noto Groupon, il sistema WellToGet si prefigge come scopo quello di vendere al cliente tutto l’ invenduto o l’ inoccupato, soprattutto nel campo della ristorazione, offrendo allo stesso tempo sia un notevole risparmio al consumatore che un incremento di fatturato per il negozio, il ristorante o anche il supermercato affiliato al progetto. A spiegare il funzionamento in tutte le sue parti è il direttore della WellToGet, Donato Picciuolo: «WellToGet è un’ azienda giovane e fortemente orientata dalla parte del consumatore – spiega – L’ azienda, che ha avuto le lodi del Codacons Campania, mira a soddisfare il consumatore, facendolo risparmiare, ed allo stesso tempo va incontro all’ esercente, permettendogli di sfruttare al massimo le potenzialità della sua struttura. Il compito di WellToGet è quello di selezionare i servizi del settore ristorativo, del benessere, turistico ed di altri, per cederli alle imprese che li offrono come premio alla propria affezionata clientela, fidelizzandola e contemporaneamente costituendo risparmio per entrambe le categorie». Il sistema è semplice ed intuitivo e i risultati, assicurano, sono notevoli per tutte le parti: «Il consumatore – illustra Picciuolo – si reca dallo sponsor, che non paga nessuna commissione, scegliendo dalle liste presenti sul nostro sito www.welltoget.com, e chiede di ricevere il coupon che poi potrà utilizzare presso un’ altra attività definita partner, che offre servizi a tariffa concordata. Lì riceverà uno sconto del 50 per cento su quello che acquisterà o consumerà. L’ importante – specifica – è di comunicare prima dell’ emissione dello scontrino la presenza del coupon, ma assolutamente dopo aver consumato o acquistato un prodotto, in modo da non ricevere trattamenti discriminatori dal gestore. Dopo aver consumato o acquistato dal partner, sarà poi possibile tornare dallo sponsor per avere ulteriori vantaggi, fidelizzando il cliente ad entrambe le attività commerciali». Il sistema sta avendo successo in Campania, con circa 106 attività già inserite nel progetto, ma punta ad espandersi anche in altre regioni come nel Lazio e da qualche giorno in Liguria. «E’ riduttivo parlare di un buono sconto – conclude – dato che la valenza è molto più ampia. Abbiamo calcolato che le famiglie salernitane, in media all’ anno, spendono 6.300 euro per cibo e bevande. Con noi, riuscirebbero a risparmiare circa il 20 per cento. Direi che si tratta di belle cifre, no? Pensiamo questo a livello nazionale cosa potrebbe comportare? Potremmo risultare anche più vantaggiose delle 80 euro di Renzi, o no?». Emilio D’ Arco ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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