«Una città che asfissia con lo smog i suoi cittadini»
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- Quotidiano di Puglia
di Fabiana PACELLA Una cura dimagrante, un piano di disintossicazione a tappe per guarire dalla dipendenza da traffico. È la ricetta proposta dal Codacons per risolvere in via definitiva l’ intoppo ingorghi in città, specie a cavallo di ponti e festività. Le auto sono troppe, i parcheggi troppo pochi, l’ educazione green alla mobilità sostenibile nulla o giù di lì. «Quello che è accaduto domenica scorsa a Lecce è una tragedia – tuona Alessandro Presicce dall’ associazione dei consumatori -. La città era nel caos, avevo un bambino nel passeggino ad altezza di tubo di scarico e si stava asfissiando, l’ ho dovuto prendere in braccio per permettergli di respirare. Non ci si può però stupire più di tanto, visto che i piani traffico vengono stilati all’ ultimo momento senza adeguata comunicazione, preparazione di esercenti e automobilisti, predisposizione di valide alternative». Nulla quaestio sul numero di posti auto esiguo rispetto alla mole di richieste, «ma il problema è più complesso – aggiunge il portavoce di Coda cons -, parte da lontano. Basti pensare che l’ assessorato comunale al ramo ci ignora e non coinvolge le diverse parti in causa, non ci sono consulte su traffico e mobilità che pure sono previste dallo statuto, non abbiamo modo di dire la nostra se non intercettando l’ amministratore al bar mentre prende il caffè. È assurdo». Non solo associazioni di consumatori «ma commercianti, sindaci dei comuni limitrofi, associazioni – spiega Presicce – potrebbero dare spunti utili per mettere a punto per tempo, già da settembre, il piano traffico delle feste. A ciò andrebbe aggiunta maggiore educazione all’ uso di bici, navette e mezzi pubblici, in qualsiasi modo, anche facendo sconti e promozioni ai virtuosi che presentino i ticket del bus. Si possono utilizzare i trasporti su rotaia coinvolgendo le Ferrovie Sud Est e gli amministratori dei centri vicini, e fare delle prove tecniche con domeniche ecologiche, prima che la situazione, come ogni anno, esploda». Ma le domeniche ecologi A sinistra e in basso, due momenti dell’ ingorgo che si è creato domenica scorsa, una sorta di prova generale di quanto accadrà nei prossimi fine settimana. Secondo Alessandro Presicce, del Codacons, quanto accaduto domenica scorsa «è una tragedia» che in città sono ormai un ricordo. Un cronoprogramma insomma, uno studio approfondito con correttivi da apportare di volta in volta «con la rilevazione dei flussi di auto sui diversi percorsi cittadini è la strada da intraprendere – consiglia Alessandro Presicce -, con l’ obiettivo fisso di ridurre il traffico nei prossimi anni. E poi, se proprio avessero difficoltà a capire come si fa, basta fare un giro su internet e prendere spunto da amministrazioni più virtuose». Critica anche la posizione di Legambiente, cui sono giunte non poche segnalazioni circa l’ impennata di smog tra le vie del centro durante il ponte dell’ Immacolata. «Siamo all’ anno zero o quasi – commenta Walter Ronzini, presidente del circolo leccese -, non si capisce nemmeno che fine abbiano fatto le centraline per il rilevamento di CO2 nell’ aria, utile strumento per tarare la qualità dell’ aria e della nostra salute». Sul piano traffico in sé «nessun coinvolgimento della nostra associazione da parte degli amministratori – lamenta Ronzini -, forse perché rimane l’ errata concezione che gli ambientalisti facciano rumore, creino problemi ed è meglio tenerli alla larga. Invece dovremmo lavorare a più mani, la salute nostra e di questa città è obiettivo comune». La sensibilizzazione all’ uso di mezzi alternativi «manca del tutto – spiega l’ ambientalista -, dovremmo ampliare ancora di più l’ area pedonale ma allargare in parallelo anche le aree adibite a parcheggio, puntando su ex Enel ed ex Massa. Non basta chiudere e mettere transenne, occorre vivere la problematica traffico da diverse angolazioni e insieme elaborare soluzioni possibili di volta in volta. Ma siamo esclusi e il nostro lavoro di sensibilizzazione a tutti i livelli diventa una piccola goccia in un mare troppo vasto». Nell’ immediato, per invogliare la gente all’ uso di navette e mezzi pubblici, un po’ d’ inventiva non guasterebbe. «Spettacoli, musica e concerti ni natalizi sugli autobus – consiglia Ronzini – potrebbero essere un modo per attirare l’ attenzione dell’ utenza invogliarla a una scelta differente».
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