29 Novembre 2014

Il crollo del prezzo del petrolio fa bene agli automobilisti

Il crollo del prezzo del petrolio fa bene agli automobilisti

 ROMA Il crollo del prezzo del petrolio fa bene agli automobilisti e male a chi ha investito in titoli energetici. Benzina e gasolio scendono, almeno per quanto riguarda il prezzo industriale, al livello del 2011; ma Eni e Saipem in Italia, con gli altri colossi petroliferi in giro per il mondo, lasciano sul terreno una bella fetta di capitalizzazione. Il terremoto è stato scatenato dalla decisione presa ieri dall’ Opec di non tagliare le quote di produzione, misura fortemente invocata da Paesi dai conti in bilico come il Venezuela, con l’ obiettivo di far tornare il prezzo del greggio alla più confortante soglia dei 100 dollari. Le quotazioni giovedì sono precipitate e ieri sono rimaste sostanzialmente ferme, con il Wti intorno ai 69 dollari e il Brent nei pressi di 72: si tratta di un andamento che il ministro iracheno del petrolio, Adel Abdul Mahdi, ha definito «terribile», e lo è in particolare proprio per quei Paesi che non hanno le spalle larghe come Arabia Saudita e Kuwait, principali sponsor dello status quo. La decisione, del resto, non avvantaggia neanche la Russia, malgrado le dichiarazioni distensive di Vladimir Putin, che l’ ha definita «conveniente»: prova ne sono l’ andamento della Borsa di Mosca, con l’ indice in dollari Rts che crolla del 3,2% ai minimi dal 2009, l’ indebolimento del rublo, sceso a un nuovo record negativo nei confronti del dollaro, e la debacle di Rosneft, che tra sanzioni e Opec ha perso il 38% di capitalizzazione dainizio anno. Ma il contraccolpo è forte per tutti i titoli petroliferi. Particolarmente colpita, a Piazza Affari, è la Saipem, che ha perso il 5,42%, complicando un pò i piani dell’ Eni, che da tempo ha deciso di metterla sul mercato perché non più strategica. Ma male è andata anche per la stessa Eni (-2,72%) e per Tenaris (-4,32%). A livello europeo l’ indice di settore dei titoli energetici è crollato del 3,47%, coni tonfi di colossi come Total, Bp, Royal Dutch Shell e soprattutto Statoil, che è arrivata a perdere il 10% malgrado rassicurazioni sulla tenuta dei dividendi. In un panorama del genere, a sorridere sono gli automobilisti: dopo le polemiche delle scorse settimane, con le denunce dei consumatori per la mancata flessione dei prezzi dei carburanti, è di oggi la decisione dell’ Eni di tagliare i prezzi di 1,5 centesimi al litro, sia per la benzina che per il diesel. La verde, in modalità servito, scende così sotto la soglia di 1,7 euro. Un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in merito al mancato calo dei listini di benzina e gasolio è stato annunciato dal Codacons, denunciando il mancato ribasso dei prezzi dei carburanti alla pompa. «Le quotazioni internazionali del petrolio continuano ininterrottamente a calare da mesi, raggiungendo i minimi degli ultimi anni – spiega l’ associazioneNonostante cio’ i prezzi di benzina e gasolio in Italia continuano ad essere i piu’ elevati d’ Europa»

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