28 Novembre 2014

Precari, la Ue apre la porta ai ricorsi

Precari, la Ue apre la porta ai ricorsi

PERUGIA – Una valanga di ricorsi dietro l’ angolo. Dopo la sentenza di due giorni fa della Corte di giustizia Europea, si riapre anche per i precari umbri della scuola la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni dal ministero dell’ Istruzione, per gli anni di precariato cui sono stati costretti. La Corte Ue, infatti, con una clamorosa decisione, ha messo un punto fermo sulla questione del precariato nella scuola, affermando che la normativa sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola «e contraria al diritto dell’ Unione; il rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non e giustificato». Per effetto di tale sentenza i lavoratori della scuola hanno diritto, attraverso il ricorso ai giudici nazionali, ad ottenere il risarcimento del danno economico subito a seguito della mancata assunzione a tempo indeterminato. Per tale motivo e alla luce dell’ importante pronuncia che spiana la strada ai ricorsi di do centi e personale scolastico, il Codacons regionale invita tutti i precari della scuola residenti in Um bria ad aderire all’ azione collettiva promossa dall’ associazione, volta a chiedere in tribunale il risarcimento dei danni da precariato nei confronti del Miur. Per info e adesioni www.codacons.it Sulla questione e intervenuta anche la segretaria regionale della Ci sl Scuola, Ivana Barbacci che, dopo aver espresso soddisfazione per i contenuti della sentenza, ha ricordato la lunga battaglia del sindacato che da anni si batte per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro dei docenti precari. «Cisl scuola dell’ Umbria ha già patrocinato dal 2009, solo in regione, più di 500 ricorsi, volti proprio al riconoscimento del diritto al contratto a tempo indeterminato, al risarcimento del danno ed al riconoscimento degli scatti di anziantà maturati – spiega Barbacci – Quanto disposto dalla Corte di giustizia europea rappresenta un’ ulteriore sollecitazione al Governo perche si muova nella direzione giusta: lavoro stabile su tutti i posti di cui le scuole hanno bisogno per funzionare». Gli effetti della sentenza in Umbria apriranno le porte a tutti i precari, docenti ed ata, che hanno svolto attività lavorativa per almeno 36 mesi, anche con contratti brevi, oltre che con incarichi annuali. «Dalla sentenza – spiega Barbacci – e bene ricordarlo, non scaturiscono di per se effetti immediati, essendo comunque rinviata alla giurisdizione nazionale l’ applicazione dei principi richiamati nel dispositivo della decisione. La Cisl scuola continuerà ad assicurare agli interessati la necessaria assistenza nelle vertenze individuali, intensificando nel frattempo il suo impegno sul versante del confronto, dell’ iniziativa e della mobilitazione sindacale».

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