Natale gelido nelle case popolari
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fonte:
- Il Messaggero
LADISPOLI Natale al freddo per i 500 inquilini delle case popolari di Ladispoli. O almeno per quella cospicua fetta che da mesi non paga il canone di affitto dove è contenuta anche la quota parte della bolletta del gas per il riscaldamento. Morosi che a breve si vedranno spegnere i termosifoni dall’ Ater. E ad incendiare la polemica arriva anche da parte del Codacons la richiesta all’ ex Istituto autonomo case popolari di un’ indagine accurata per verificare chi realmente abiti negli alloggi di Ladispoli. E chi non possa per difficoltà economiche ottemperare al pagamento del canone. Con una lettera ufficiale, inviata per conoscenza anche al Comune, l’ Ater ha infatti annunciato la linea dura contro quel 50% di affittuari che da lungo tempo si rifiutano di pagare il canone di locazione. O in alcuni casi si praticano uno sconto arbitrario delle spese. IL DISAVANZO Un buco nel bilancio dell’ Azienda territoriale per l’ edilizia residenziale di circa mezzo milione di euro, una voragine che si trascina da anni e che l’ ente non riuscirebbe più a sostenere. In questi giorni agli inquilini delle case popolari di viale Europa, viale America, via Sorrento e largo Livatino stanno arrivando gli ultimatum per mettersi in regola con i pagamenti. Poi, in caso di ulteriori inadempienze, saranno spenti gli impianti di riscaldamento, peraltro in coincidenza con l’ arrivo del freddo invernale. Non è la prima volta che l’ Ater è costretta a minacciare il giro di vite contro gli affittuari morosi di Ladispoli. Lo scorso anno solo il rischio di trascorrere il natale al gelo indusse gli inadempienti a regolarizzare almeno in parte i versamenti del canone. Sotto le pressioni del Comune e delle associazioni di consumatori l’ Ater decise di concedere ancora tempo agli inadempienti. A distanza di dodici mesi il problema si è riproposto, il buco nei conti dell’ azienda si è ampliato, inevitabile il giro di vite. In questo scenario è intervenuto anche il Codacons che ha sollevato dubbi sulle reali difficoltà economiche di chi occupa gli alloggi popolari, invitando nel contempo l’ Ater a monitorare la situazione per evitare tagli indiscriminati. «Non discutiamo il fatto dice il coordinatore del Codacons del litorale, Angelo Bernabei che il canone di affitto e le bollette debbano essere pagate. Invitiamo però l’ Ater a valutare con attenzione ogni singolo caso, in quegli stabili abitano anche famiglie con situazioni economiche al limite della sopravvivenza. Chiediamo grande cautela per quei nuclei dove ci sono anziani e disabili che vivono con pensioni minime e talvolta sono anche privi di un reddito fisso. Allo stesso tempo però suggeriamo all’ Ater di verificare accuratamente se tutti coloro che abitano nelle case popolari del territorio abbiano ancora diritto ad avere un alloggio a condizioni economiche favorevoli. Proponiamo un monitoraggio porta a porta per capire chi veramente ha necessità di una casa popolare e chi forse ha fatto il furbo in passato e continua a farla franca». La morosità nel pagare il canone, che contiene anche tutti i servizi necessari alla gestione dei complessi edilizi delle case popolari, a breve potrebbe anche causare il blocco degli interventi di manutenzione. Gianni Palmieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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