Gli studenti in piazza contro “la buona scuola”
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Scendono in piazza per chiedere che la scuola torni ad avere il ruolo di ascensore sociale. Un elemento che ha fatto della scuola italiana un modello, ma quei tempi sono lontani, le riforme stanno allontanando l’ istituzione scuola dalle esigenze vere degli studenti e loro dalla strada urlano il loro dissenso contro la «”Buona Scuola” di Renzi e contro una scuola costosa, classista e svenduta al profitto delle aziende». Non si fermano neanche davanti alla pioggia e a piazza Italia davanti ai palazzi istituzionali spiegano le ragioni della loro battaglia: «La “Buona Scuola” del governo Renzi è l’ ennesimo colpo inflitto alla scuola pubblica per il suo smantellamento e la sua consegna nelle mani del profitto dei privati. Noi studenti ci vediamo sempre più sopraffatti da un sistema scolastico co stoso, elitario e classista, i cui costi aumentano sempre di più di anno in anno e sono arrivati a livelli insostenibili. Siamo minacciati da una riforma che ci condanna a un destino sicuro di sfruttamento e lavoro precario». La denuncia dei ragazzi svela la preoccupazione di fondo: solo chi ha i mezzi si può permettere di studiare in scuole capaci di aprire le porte delle professioni. Snocciolano i numeri «le stime Codacons rivelano che in media ogni studente è costretto apagare un migliaio di euro ate sta per accedere agli studi: costi dei libri di testo in aumento del 4,2% e del 3% per il materiale scolastico; aumento del costo dei trasporti, specie a Reggio, dove da ormai 3 anni non esistono più abbonamenti sui mezzi per gli studenti e il prezzo delle corse è terribilmente aumentato; scuole sempre più definanziate dallo Stato, a vantaggio delle scuole private che ricevono sempre più fondi». E mentre lo Stato taglia, «le scuole le mantengono le famiglie tramite il contributo “volontario”, (obbligatorio nei fatti), il cui costo già dall’ anno scorso è aumentato del 30%». Ilpasso successivo è la dispersione scolastica «in Calabria raggiunge cifre altissime». Insomma «quella che definiscono “Buona scuola” è il colpo di grazia che adatta la scuola alle aziende con dirigenti imprendi tori». 3(e.d.)
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