Diritti del software Mfp, esposto del Codacons
A complicare il clima all’ interno del Sert di via Germania c’ è poi la questione del software clinico Mfp, che messo a punto a Verona gira adesso nei computer di oltre 200 servizi per le dipendenze d’ Italia. Una partita che i “giocatori” (ossia i tre medici che ne reclamano i diritti intellettuali e l’ Azienda) potrebbero disputare su due distinti campi: il Tar del Veneto (che ha fissato per il 23 aprile l’ udienza di merito sull’ esposto presentato dal Codacons, che tutela i dottori Giovanni Serpelloni, Maurizio Gomma e Oliviero Bosco) e il tribunale di Verona. Mercoledì 5 novembre il Codacons ha infatti depositato in Procura un esposto in cui chiede «di accertare l’ eventuale responsabilità nonchè l’ eventuale sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti» in merito alla gestione del software da parte della società di informatica, la Ciditech, che per anni ha collaborato con il Dipartimento delle dipendenze e il Sert e l’ Ulss 20. Il Codacons, in breve, ritiene che la Ciditech si sia dichiarata «impropriamente e illegittimamente l’ azienda che ha sviluppato il software Mfp 5.0 web edition», mentre l’ Ulss 20, nella persona del direttore generale Bonavina, ha altrettanto impropriamente «autorizzato l’ uso della procedura informatica» a altre Regioni. Da qui la diffida del Codacons all’ Ulss 20 e alla Regione, richieste di «revocare al più presto l’ autorizzazione al riuso del software. Tra i destinatari della diffida del Codacons (che chiedeva altresì al governatore Luca Zaia di revocare l’ incarico a Bonavina, «un dirigente che intimidisce i dipendenti») c’ è l’ assessore alla Sanità, Luca Coletto. «Certo che ho letto l’ esposto», commenta, «e mi sono immediatamente attivato. Ho interessato della questione l’ Avvocatura dello Stato, al fine di tutelare la Regione. Vorremmo evitare di ritrovarci con arretrati di diritti intellettuali da pagare». «Penso però», conclude Coletto, «che il dipendente pubblico che inventa o scopre qualcosa in orario di lavoro, con il materiale dell’ azienda pubblica, non possa accampare diritti o brevetti».
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